Voucher INPS, Juve e McDonald’s tra i Maggiori Utilizzatori

Ci sono anche la Juventus e McDonald’s nella classifica delle aziende che più hanno utilizzato i voucher INPS nel 2016.

La lista è stata fornita nei giorni scorsi dall’INPS alla Cgil.

In generale le società che hanno usato maggiormente i voucher operano per lo più nel commercio, nella ristorazione e negli eventi sportivi.

Voucher INPS, chi li usa di più?

La lista delle aziende è stata pubblicata dal quotidiano Il Manifesto. Queste le prime 10 posizioni:

  1. Best Union Company (importo 3,1 milioni – prestatori 4356);
  2. Stroili Oro (importo 2,9 milioni – prestatori 1940);
  3. GameStop (importo 2,3 milioni – prestatori 1370);
  4. Teddy (importo 1,9 milioni – prestatori 922);
  5. Winch (importo 1,7 milioni – prestatori 2316);
  6. Chef Express (importo 1,7 milioni – prestatori 1092);
  7. Cigierre (importo 1,6 milioni – prestatori 1157);
  8. Sisal (importo 1,6 milioni – prestatori 778);
  9. Juventus (importo 1,5 milioni – prestatori 1308);
  10. McDonald’s (importo 1,4 milioni – prestatori 911);

Voucher INPS, ci sono anche gli enti pubblici

Anche gli enti pubblici hanno fatto largo uso dei voucher INPS nell’anno appena trascorso.

Nella lista dei primi 200 utilizzatori figurano infatti sette Comuni italiani.

Nello specifico, si è trattato di Benevento, Padova, Vallo della Lucania, Vasto, Trecase e Boscoreale.

Il sindacato Cgil è promotore del Referendum Jobs Act, che dovrà svolgersi tra il 15 aprile e il 15 giugno 2017 e nel quale si voterà anche per l’abolizione dei voucher INPS.

A proposito ha parlato il segretario Susanna Camusso: «Il governo decida finalmente la data per il referendum – ha detto – oppure, se vuole costruire un’ipotesi per superare i voucher, dica espressamente quello che vuol fare».

A chi ha fatto notare che i referendum non sono mai stati abbinati ad elezioni, Camusso ha risposto che «non è vero, ci sono state delle eccezioni, il nostro Paese ha fatto, negli anni, tante cose diverse, determinate il più delle volte da volontà politiche, mentre bisogna pensare anche ai cittadini».

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