Sono passati 25 anni da quando il Verona ha vinto lo scudetto, eppure la città sente ancora la magia di quell’anno e l’affetto per quella squadra.
“E’ logico che venga ricordata ancora non affetto. La vittoria dello scudetto è stata un’esperienza unica per la città di Verona ed è giusto che i tifosi la ricordino con gioia. Speriamo che quest’anno, vista anche la concomitanza col 25 anniversario dello scudetto, il Verona possa raggiungere la serie B dando la possibilità ai tifosi di festeggiare sia la squadra di adesso che quella di allora”.
I tifosi di Verona. Gente che non ha mai abbandonato la squadra nemmeno nei momenti più difficili
“C’è sempre grande affetto nei confronti dell’Hellas. Io vivo lontano e seguo solo qualche risultato, ma mi sembra che anche quest’anno gli abbonati siano intorno ai 10.000, numeri straordinari per la serie C. Io ho sempre nel cuore la città di Verona, per me è una città magica. La apprezzo in pieno anche se non ci vivo stabilmente”.
A questo proposito mi aggancio ad una tua dichiarazione di anni fa: “Se fosse stato per me non avrei mai lasciato una città come Verona”. Se arrivasse ora una chiamata dall’Hellas, ci faresti un pensierino?
“Ormai sono vent’anni che non faccio più parte del mondo del calcio. Questa sarebbe stata una cosa da considerare appena chiusa la carriera. Ora faccio tutt’altro lavoro e non credo proprio ci siano le condizioni”
Sono tante le iniziative nate in città per celebrare il 25° anniversario dello scudetto. La più importante però sarà la partita di beneficenza del 2 giugno prossimo.
“Io ci sarò, come tutti del resto. Sarà un evento importante non solo per ricordare lo scudetto. Non dimentichiamo che il ricavato andrà all’associazione ex-calciatori e servirà ad aiutare quelle persone che ne hanno assolutamente bisogno. Sarà un’occasione straordinaria per rivedere i vecchi compagni, per risentire l’affetto dei tifosi e per festeggiare degnamente questo anniversario. Mi auguro che venga tanta gente allo stadio che oltre a ricordare ci aiuti a fare del bene. E’ appunto questo lo scopo della manifestazione: stare assieme, festeggiare e cercare di aiutare gli altri”
Facciamo ora un salto indietro di qualche anno. Il Verona neo promosso in serie A finisce la stagione 1982-1983 al quarto posto.
“Avremmo potuto concluderla meglio. Eravamo a solo un punto dall’Inter e a due dalla Juve. Se ci avessimo creduto un po’ di più forse potevamo anche lottare per lo scudetto. Sembra assurdo ma le potenzialità c’erano”
Cos’aveva di speciale quella squadra?
“Nei 5 anni successivi ci siamo sempre tenuti a grandi livelli, le qualità per star lì c’erano. A quel punto il Verona non era più una casualità ma aveva i giocatori e la mentalità per star lì a grandi livelli”.
Sempre nella stagione 1982-1983 segni il tuo primo gol in serie A. L’avversario di turno è la Juventus, tua futura squadra
“Un gol che è arrivato al 90’ ed è risultato determinate visto che loro poi nel minuto successivo segnarono il gol del 2-1. Una vittoria importante per la squadra. Giravano voci che Bagnoli non fosse adatto per la serie A visto che avevamo perso le prime due gare contro Roma e Inter. Il successo contro la Juve fu il primo di una serie di 17 risultati utili consecutivi che misero a tacere tutte le chiacchiere”.
Il salto di qualità però il Verona lo fa appunto nel campionato 1984-1985, culminato a Bergamo in un giorno di maggio
“In un telaio di squadra già assestato, quello che ha veramente fatto fare l’ulteriore salto di qualità è stato l’arrivo di due giocatori importanti come Elkjaer e Briegel. Ovviamente c’era anche la consapevolezza di tutti noi che potevamo essere davvero competitivi. I risultati conseguiti negli anni precedenti ci avevano permesso di credere di più in noi stessi e nelle nostre possibilità”.
Parlando di consapevolezza. A che punto della stagione vi siete resi conto che lo scudetto non era più un sogno ma ormai una realtà?
“A metà campionato quando tutti stavano aspettando da parte nostra un crollo che poi non c’è stato. La vittoria a Torino, nata anche da un pizzico di fortuna che non basta mai, penso sia stato il momento chiave che ci ha fatto capire di essere veramente in corsa per lo scudetto”
Il ricordo più bello di quell’anno?
“E’ stata una cavalcata bellissima, Il ricordo più bello però credo sia stato un bigliettino di mia moglie trovato nella valigia durante il ritiro per la gara di Bergamo. Quello è stato per me il momento più toccante”
Si dice che dopo la vittoria dello scudetto, mentre tutta la squadra stava festeggiando, tu stavi seduto in angolo dello spogliatoio a piangere
“In quei momenti ti vengono in mente un sacco di cose. Io avevo perso mia madre appena due anni prima quando il Verona venne promosso in serie A. Le lacrime scesero appunto pensando a lei.”
Fai ancora l’imitazione di Jerry Lewis?
“L’ultima volta l’ho fatta cinque giorni fa”
E di Bagnoli?
“Quella non più”. (ride)
Magari il 2 giugno quando vi rivedrete
“Potrebbe essere. Io il dialetto milanese lo conosco ancora. E’ lui che, essendo ormai veronese di adozione, non sa più parlare come una volta”
Elisabetta Zampieri
(HellasWeb Staff)
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