“Viste le tue origine marinare (Nico è nato a Rimini nel 1984), hai mai pensato di praticare uno sport differente dal calcio, magari legato all’acqua?”
“No, ho sempre desiderato giocare al calcio e ho iniziato a praticarlo all’età di 6 anni”.
“Ripercorri la tua carriera…”
“Dai 6 ai 10 anni ho militato nel Miramare, squadra della mia città natale. Dai 10 ai 20 anni, ho giocato nel Cesena, compagine con la quale ho fatto tutto il settore giovanile fino a debuttare in prima squadra nel campionato di C1, anno della promozione (con Castori allenatore), collezionando 3 presenze. Alla fine di quella stagione, nel 2004, mi sono trasferito nel Castelnuovo, team di C2 ed è stato un’esperienza importante sia perchè si trattava della prima volta che mi trovavo fuori casa, sia perchè mi ha formato come calciatore dandomi la possibilità di misurarmi con il calcio professionistico. A Castelnuovo ho totalizzato 30 presenze condite da 5 reti”.
“A Castelnuovo eri sopranominato Marzurka, ci riveli il significato di questo nomignolo?”
“Si tratta di un sopranome datomi dal giornalista del Castelnuovo Luca Dini perchè a detta sua gli davo la sensazione di danzare con la palla”.
Finita la stagione con i toscani, sono passato all’Hellas. In quell’estate, sono stato impegnato con la nazionale ai giochi del Mediterraneo. Lì, ho conosciuto Iunco, mio futuro compagno all’Hellas e purtroppo in semifinale siamo stati eliminati dalla Spagna…partita sospesa perchè siamo stati espulsi in 6 (io per doppia ammonizione) e alla fine del match è scoppiata una grande rissa fra i giocatori”.
“Domanda maligna: tra gli espulsi figurava anche Iunco?”
“No, quel giorno non giocava”.
E pensare che gli azzurrini erano passati anche in vantaggio con Vantaggiato. Poi le espulsioni di Palazzo, sempre nel primo tempo, e Peluso, nel secondo, quindi il pareggio iberico e il gol del sorpasso, segnato però ignorando un giocatore italiano rimasto a terra a seguito di uno scontro di gioco. Da qui i cartellini rossi per Porcari e Belotti (proteste) e Pulzetti (doppia ammonizione dopo la ripresa del gioco), oltre a Masini (dalla panchina).
“Torniamo alla storia più recente, raccontaci le tue 2 stagioni al Verona”.
“L’anno scorso, mi sono potuto confrontare con il calcio vero, quello che conta, il campionato di serie B, mettendo assieme 30 presenze e un gol contro il Mantova: segnare quella rete è stata un’emozione grandissima sia perchè si trattava di un derby, sia perchè fatto sotto la curva dello stadio Bentegodi pieno. Quest’anno lottiamo per la salvezza”.
Ecco uno stralcio del racconto di quel giorno e della pagella di Nico tratto da Hellastory.net…
….proprio nel momento di maggior pressione gialloblu al 36’ arriva inatteso il vantaggio del Mantova. Il merito è di Tarana implacabile nel far partire dal vertice dell’area sinistro una splendida palombella che finisce sotto l’incrocio opposto battendo imparabilmente Pegolo. Il primo tempo si conclude così con un immeritato 1-0 per il Mantova, meno pericoloso dei gialloblu, ma abile a capitalizzare quello che in pratica è stato il suo unico tiro in porta. La riscossa del Verona, però, è solo rimandata di qualche minuto. Al rientro dall’intervallo passano infatti solo due minuti e il neo-entrato Pulzetti pareggia con un gol di testa da distanza ravvicinata su preciso cross tagliato di Cassani. Il Bentegodi si infiamma e i ragazzi di Ficcadenti ne guadagnano in grinta e determinazione.
…al 57’ uno splendido traversone dalla sinistra di Rantier (anche lui in campo da pochissimo) trova dall’altra parte dell’area il brasiliano Adailton prontissimo a colpire di testa e ad insaccare la rete del 2-1 gialloblu. La rimonta del Verona è così completata.
…l’episodio decisivo è all’80’ quando Ayroldi assegna un rigore molto dubbio (e fiscale) al Mantova per l’atterramento di Noselli su pressione di Comazzi. Nell’area gialloblu si scatenano le proteste del Verona, che costano ad Italiano l’espulsione. Poggi calcia e segna, l’arbitro fa ripetere ma il risultato è lo stesso: Pegolo ancora battuto e pareggio del Mantova.
I restanti minuti trascorrono senza sussulti e al fischio finale Ayroldi esce coperto dai fischi e dalle proteste del popolo gialloblu.
Nico Pulzetti, voto 6,5: Entra nel seconco tempo e trova subito il gol, con un ottimo colpo di testa. Prezioso anche nel resto della gara.
“Sei in comproprietà tra Verona e Cesena, quale sarà il futuro di Nico Pulzetti?”
“A giugno si deciderà, dopo due anni di comproprietà le società devono prendere una decisione definitiva”.
“Sei un centrocampista centrale o esterno?”
“Ho ricoperto tutti i ruoli del centrocampo e quest’anno contro la Juve Ficcadenti mi ha schierato perfino largo a destra nell’attacco a tre.”
“Hai mai pensato di non essere all’altezza per questa categoria?”
“L’anno scorso avevo disputato un buon precampionato giocando bene nell’amichevole contro la Samp, in coppa Italia contro il Teramo, partita vinta da noi per 2 a 0 con un mio gol, e contro il Piacenza, gara persa con lo stesso punteggio.
Le cose non andarono così bene all’inizio del campionato: nella prima giornata contro l’Avellino mi sentivo spaesato in mezzo al campo, mentre nella seconda giornata a Bergamo contro l’Atalanta ho rimediato un’espulsione per doppia ammonizione; sono ritornato contro il Catanzaro e ahimè ho fatto il fallo da rigore che fortunatamente Corona ha sbagliato.
Iniziai a vedere poco il campo, non mi sono abbattuto e ho continuato a lavorare con impegno e sono rientrato contro il Catania. Poi, nella partita contro il Mantova sono subentrato alla fine del primo tempo, ho segnato e da quel momento ho giocato con regolarità”.
“A quale giocatore ti ispiri?”
“Non ho nessun modello, ammiro molto per le sue giocate Pelè”.
“In campo fai molti chilometri, ma spesso il troppo dinamismo prodotto ti fa arrivare sotto porta poco lucido, c’è una spiegazione a questo?”
“Non sei il primo che me lo dice, è il mio modo di giocare e solo così riesco a dare tutto me stesso”.
“Nelle ultime partite avete segnato negli ultimi minuti di gioco credi che sia solo una questione di fortuna?”
“Sicuramente segnare 4 reti dopo il novantesimo significa avere fortuna, ma posso dire che fisicamente stiamo bene”.
“Inoltre siete stati accusati da più parti di esservi accordati con il Vicenza per un pareggio, risultato fortunatamente cambiato per noi dalla marcatura all’ultimo minuto di Aka. Cosa ti senti di affermare a tal proposito?”
“Assolutamente no!… è una cosa che non esiste, figurati, in un derby così sentito come quello tra Hellas e Vicenza…”.
“Hai qualche modo particolare per caricarti prima delle partite?”
“Ascolto musica nel tragitto che faccio per arrivare allo stadio e per scaramanzia prima di entrare, come ultima canzone, ascolto -my immortal- degli Evanescence”.
“Ci fai un pronostico per la partita di Trieste?”
“Spero un due fisso”.
“…risultato finale ? e magari segni prorpio tu …”
“2 a 0 e magari segnassi io, sarebbe una gran gioia !”
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