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22.

microfonoNel 1970, mentre l’Italia del calcio stava per disputare il mondiale in Messico perso alla fine contro il fortissimo Brasile, a Milano, il 28 aprile, nasceva Michele Cossato di professione calciatore.
Prima di approdare all’Hellas, ha militato nel Chievo nel quale gioca ancora oggi suo fratello Federico, nel Venezia dove nel campionato 1997/98 ha realizzato 11 reti (sua migliore stagione dal punto di vista realizzativo) che non gli valsero però la riconferma per l’anno successivo che disputò nell’Atalanta.
Oggi gioca in eccellenza con la maglia del Domegliara, squadra del veronese. Da noi tifosi dell’Hellas viene ricordato per la rete che ha realizzato nello spareggio di Reggio Calabria che ci ha permesso di restare in serie A.

 

“Super Mike raccontaci quel momento indimenticabile sia per noi che per te”.

“A giugno saranno sei anni da quella partita e la gente ancora oggi, mi ferma per strada ringraziandomi di cuore perchè con quel gol ho dato una gioia incredibile ai tifosi dell’Hellas tanto da essere definito da loro l’eroe di Reggio Calabria.
Non pensavo di suscitare così tanto clamore: ero consapevole di aver fatto una cosa importante, ma io che sono di Verona vengo ancora riempito di domande dalla gente e dalle radio su quel giorno indimenticabile. Forse è dovuto al fatto che è stata l’ultima grande soddisfazione che i tifosi hanno avuto dalla squadra. La mia foto a Verona con immortalata l’immagine del gol salvezza è una delle più vendute: si vede io che segno e Gilardino che alza un dito per fare silenzio. Ci hanno fatto le magliette con scritto: “24 giugno 2001, silenzio segna l’Hellas”.

 

“Ci vuoi far rivivere il gol?”

“Ho ricevuto la sfera da Colucci ed ho fatto un pallonetto a Taibi in uscita; la palla è passata per qualche centimetro e l’ho infilata di testa.
Quella rete ci ha permesso di restare in serie A”.

 

“Che cosa ci dici degli anni passati nell’Hellas?”

“Sono arrivato a Verona nel gennaio del 2000 e alla guida tecnica c’era Prandelli:
Provenivo dall’Atalanta dove giocavo e mi allenavo poco ed ho collezionato otto presenze.
Ci siamo salvati e abbiamo inanellato 17 risultati utili consecutivi”.

 

A distanza di tempo, io, copia, ricordo il suo debutto:
un Hellas-Fiorentina dove lo stadio Bentegodi era sommerso da una nebbia fittissima che impediva di vedere quello che accadeva in campo. Michele riprende il suo racconto:

“Nel secondo anno è arrivato Perotti. Siamo partiti male alla fine con dei miracoli vincendo a Parma e in casa col Perugia siamo arrivati a disputare lo spareggio con la Reggina.
A Parma ho segnato il goal del 2 a 1 e forse per la goduria personale mi ha dato più soddisfazione di quello realizzato a Reggio perchè fatto di fronte alla curva del Parma piena di tifosi gialloblù e anche due terzi di tribuna pure. Nel terzo anno con Malesani siamo retrocessi in serie B non riuscendo ancora oggi a dare una spiegazione a quella caduta.
Gli stipendi non venivano pagati da gennaio, alcuni giocatori non ascoltavano più l’allenatore, c’era la convinzione di salvarci e nessuno invece avrebbe mai pensato una cosa del genere, anche perchè siamo scesi in B conquistando 40 punti a pari merito con altre due squadre senza fare nemmeno lo spareggio. Solo al Verona ha girato così male: nessuna squadra è retrocessa a 40 punti e molte partite sono state perse o pareggiate dalle altre squadre a tempo scaduto con dei gol allcinanti quando ormai pensavamo di conquistare tre punti o male che andava un punto.
Sono rimasto un altro anno a Verona con Malesani in serie B e avrei voluto concludere la mia carriera qui, ma a causa di promesse disattese da parte di Pastorello sono andato via.
Ho giocato un anno a Firenze, due nel Montechiari e quest’anno, pur avendo un altro anno di contratto con loro che partecipano al campionato di c2, ho deciso di avvicinarmi a casa scendendo nei dilettanti nel Domegliara in eccellenza”.

 

“Come vi state comportando?”

“Con me giocano Ghirardello (punta), Giancarlo Filippini (centrale), Migliorini (centrocampista) e Ottofaro (terzino sinistro), calciatori che hanno indossato la maglia Hellas.
Sebbene ci sono calciatori che hanno calcato come me campionati professionistici, l’eccellenza è un campionato duro; siamo partiti male, ma ci siamo ripresi bene e siamo a 4 punti dalla prima.
E’ difficile passare da professionismo al dilettantismo nella mentalità: ci si allena alla sera, manca il materiale e ci si allena in tuta; possono sembrare caz***te, ma abituato per 20 anni in un modo, cambiare non è facile”.

 

“Com’è andata domenica?”

“Abbiamo vinto a Cerea per 2 a 1; ho giocato l’ultima mezz’ora e ha segnato Ghirardello”.

 

“L’Arena ha scritto che hai sbagliato un gol facile: che ci dici?”

“Sono il primo ad ammettere se sbaglio un gol, ne ho sbagliati diversi, ma quello si trattava di un gol impossibile da fare.
C’è stato un cross dal fondo, mi è arrivata la palla rasoterra, il portiere era uscito, tra lui e me c’erano una decina di centimetri, per fare il pallonetto non c’era abbastanza spazio e per segnare in quella occasione il portiere sarebbe dovuto scomparire, quindi non si tratta di rete sbagliata. L’ambientamento è stato difficile, ma ora siamo in ascesa; veniamo da tre vittorie consecutive e la società è ambiziosa. Il presidente è Claudio Paiola che con la sua azienda, la Clerman, sponsorizza da anni il Verona”.

 

Il 24 marzo 2002, Michele ha sfidato il fratello Federico in un derby stracittadino in serie A: alla rete di Mutu per noi, i clivensi hanno pareggiato e vinto l’incontro con due marcature nemmeno a dirlo di Federico.

“A casa cerchiamo di parlare poco di calcio, nessuna invidia tra noi, il giorno del derby io lo sentivo di più perchè nella sponda Hellas esistono pressioni maggiori rispetto all’ambiente del Chievo e la sconfitta mi ha bruciato dato che per noi era una partita fondamentale per la permanenza in serie A e conquistando un punto a fine campionato avrebbe valso la salvezza”.

 

“Si può salvare questo Verona?”

“Adesso dico che ce la può fare, mentre con la squadra che aveva prima del calciomercato di gennaio, non avrei scommesso 10 Euro per la salvezza; ogni volta che conquistava un punto era un miracolo. Ora ha giocatori di esperienza, ce la può fare, gli manca un giocatore davanti alla Godeas, una punta centrale che in alcuni frangenti faccia la guerra. Il Verona non è una squadra che crea tantissimo, Ferrante è un giocatore d’area di rigore, in casa va bene, ma fuori casa ci vorrebbe una punta centrale, un lottatore”.

 

“Allora la punta centrale che dici potrebbe farla Cossato?”

“Fisicamente sto bene, adesso che gioco nel dilettantismo farei fatica a tornare fra i professionisti, 40 minuti per il Verona li farei e visto che sono arrivati Biasi, Corrent e Ferrarese, auspicherei di vedere una squadra con solo veronesi in campo, uomini che amano la maglia. Ammiro molto le squadre basche che schierano solo gente del posto. So che questo mio desiderio resterà però irrealizzabile!”


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