giu
21.

microfono“Buonasera Mister… come e’ la vita da ‘disoccupato’?”

“… è dura, per me e’ una situazione inedita… amo il mio lavoro e trovarsi senza squadra non e’ facile…  In questi mesi ne ho approfittato per aggiornarmi… ho studiato, ho visto molte partite e studiato nuovi sistemi, diverse metodologie…”

 

“Gran parte dei giocatori intervistati nelle precedenti puntate della nostra rubrica la definiscono un “perfezionista”… si rivede in questo?”

“Mi piace il mio lavoro e come tutte le cose mi piace che sia fatto al meglio… amo curare ogni aspetto e provare a migliorare ogni singola situazione…”

 

“Quale tra i giocatori allenati in gialloblù si può definire una sua ‘creatura’?”

“In questi anni ho instaurato ottimi rapporti con la maggior parte dei giocatori allenati, ma in particolare posso affermare che Behrami, Cassani, Adailton, Bogdani e Sforzini sono quelli con cui mi sento spesso tuttora e in cui ho riscontrato doti umane di altissimo livello… questi cinque giocatori sotto la mia gestione hanno fatto il salto di qualità e tuttora me ne sono riconoscenti…”

 

“A quale allenatore si e’ ispirato in questi primi anni di carriera e qual’e’ secondo lei, tra i tecnici emergenti, quello che più le somiglia…?”

“In realtà non mi sono ispirato a nessuno in particolare, ho sempre adottato un mio sistema, frutto dell’esperienza vissuta in tanti anni di professionismo… dai miei tecnici passati ho acquisito i sistemi che ritenevo utili allo sviluppo del mio progetto, tralasciando quelli che secondo me erano meno produttivi… Io a 35 anni ho allenato in serie C, e’ difficile indicare un nome di un tecnico che possa assomigliarmi… ce ne sono diversi giovani e capaci, ognuno di loro farà il suo cammino…”

 

“Si e’ mai discostato dal 4-3-3 e pensa di farlo in futuro?”

“Non e’ un discorso di modulo… quello in cui credo e’ la mentalità… e’ importante che la mia squadra sia sempre propositiva, reattiva, capace di creare i presupposti per andare a rete… ho sempre lavorato in questo modo, ho sempre creduto in questi concetti… in questo modo di intendere il calcio la mentalità del gruppo e dei suoi componenti può fare la differenza… a Pistoia giocatori come Valiani, Cascione e Vignati furono decisivi proprio per questi aspetti, erano giovani semisconosciuti, ora hanno una propria dimensione nel panorama calcistico nazionale… il modulo, la disposizione tattica e’ solo un mezzo per raggiungere il proprio obiettivo… le tre punte e un certo tipo di dislocazione in campo, secondo la mia idea tattica, assicurano questo tipo di calcio…”

 

“Da bambino pensava già di diventare un calciatore o vedeva un futuro diverso?”

“Tutti i bambini che giocano a calcio sognano di diventare calciatori… io studiavo e speravo, poi a 18 anni ho esordito nella Sambenedettese e così sono entrato nel mondo dei professionisti…”

 

“Com’era il Ficcadenti giocatore e perché ha smesso così presto?”

“Ficcadenti era un centrocampista dotato di grinta, carattere e forte temperamento… al giorno d’oggi sarei un’interno destro, o al massimo un centrale di centrocampo… ho smesso perché ritenevo che a 33 anni fosse giunto il momento di fermarmi… ho conseguito il master a Coverciano e ho iniziato questa nuova carriera… nessun problema in particolare, io sono così, quando prendo una decisione la porto avanti fino in fondo…”

 

“C’era nel suo Verona un ‘Ficcadenti’?”

“No, direi che nessuno in particolare aveva le mie caratteristiche… ho avuto degli ottimi centrocampisti, ma nessuno simile al Ficcadenti giocatore…”

 

“In due anni e mezzo ha lasciato un ottimo ricordo nei tifosi del Verona, anche dopo essere andato via, come se lo spiega?”

“Innanzitutto tengo a precisare che non sono andato via ma mi hanno mandato via… sia ben chiaro, io non avrei mai lasciato la squadra, quando ho deciso di rimanere la scorsa estate ho preso una decisione importante e scomoda, ma ci credevo fortemente e ho sposato in pieno la causa dell’Hellas… penso che abbiano apprezzato questo mio gesto e il fatto che in questi anni ho sempre fatto il massimo per questa squadra, questa città e questi tifosi…”

 

“Un anno fa scompariva il ‘prof’…”

“Era una persona dalle qualità umane straordinarie, lo dimostra il fatto che i club dell’Hellas hanno organizzato un memorial in suo onore.. era amato da tutti, anche dalla gente comune… con lui avevo un rapporto professionale e d’amicizia che durava ormai da due anni… per me e’ stato un duro colpo, una tragedia…”

 

“Cosa farà l’anno prossimo? Allenerà la Reggina?”

“Spero di allenare la squadra che in questi giorni mi ha cercato con insistenza… e’ una società importante, con un progetto ambizioso e vuole fare un bel calcio in serie A… mi ha scelto e questo per me è un motivo di grande orgoglio…”

 

“Un pronostico per il playout…”

“Non faccio pronostici però posso dire che al Verona non poteva capitare avversario migliore per centrare la salvezza… lo Spezia e’ in grossa crisi, lo ha dimostrato nel finale di stagione… e poi ho visto la partita d’andata e penso che il Verona sia nettamente superiore…”

 

“Vuole fare un saluto ai tifosi del Verona?”

“Certamente, anch’io sono tifoso del Verona… ho vissuto anni importanti in questa squadra, prima da giocatore, poi da allenatore… la città e ‘ splendida e ho ottimi rapporti con tanti veronesi… ai tifosi dell’Hellas mando un abbraccio sincero…”


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