“Come hai iniziato a giocare a calcio considerato anche che il Liechstein è uno stato prevalentemente montuoso?”
“Sì è vero, ma anche lì esistono i giardini. Sono cresciuto da mia nonna che aveva 8 figli maschi e tre femmine. Gli 8 zii maschi praticavano il calcio e mi portavano fuori a giocare e così è nata questa passione”.
“L’unico che è riuscito a sfondare in questo ambiente sei stato tu?”
“No, tre zii hanno militato nella serie A svizzera e li vedevo come degli idoli da imitare”.
“Sei in Italia dal 2000, tracceresti un bilancio di questi quasi 8 anni trascorsi nel nostro paese?”
“Sono arrivato nel novembre del 2000 in Toscana e mi sono subito trovato bene. Ho due figli e uno in arrivo: il primo è nato in Svizzera ma il secondo e il nascituro sono Italiani! I miei figli parlano addirittura meglio l’italiano che il tedesco”.
Per gli amanti del gossip aggiungo che Mario non è sposato con una showgirl ma con un’infermiera conosciuta durante un suo ricovero in ospedale e Alessia nascerà il 19 marzo..
“Ci racconteresti il tuo esordio con l’Arezzo quando a Lucca in tre minuti realizzasti due reti?”
“Sì ricordo ancora quel giorno… L’Arezzo che militava a quel tempo in C1, mi aveva acquistato dallo Zurigo, compagine della serie A elvetica. Allo Zurigo avevo segnato parecchi gol sia in campionato che in coppa Uefa ma c’erano state incomprensioni con l’allenatore. Al mio arrivo in Toscana,sono stato accolto con molto entusiasmo,ci si aspettava molto da me. Fortunatamente non ho deluso e segnando ho potuto ricambiare l’affetto dimostratomi” esordendo subito con una doppietta”.
“Quando eri ad Arezzo, eri famoso più per i tuoi gol o per la pubblicità del Cepu con la tua immagine che campeggiava su tutti i pullman della città?”
Grossa risata di super Mario che dice:
“No, ero famoso per le reti realizzate: alla fine sono state 16 in 23 partite che mi hanno permesso di diventare un beniamino dei tifosi. Con la lingua italiana non ero così forte, quindi l’aspetto calcistico è superiore ai miei studi al Cepu”.
“Nel 2001 sei arrivato nel Verona in serie A; stagione sfortunata; quali ricordi conservi?”
“Ho esordito in serie A con questa maglia. All’inizio non giocavo, ma poi dopo due mesi ho iniziato, mi sono sbloccato e sono diventato un titolare fisso per Malesani e alla fine ho totalizzato 7 marcature. Per me è stata la stagione più bella vissuta in Italia; allo stesso tempoperò, la retrocessione è stata la più grande delusione della mia carriera calcistica”.
“Ti sei dato una spiegazione per quella retrocessione?”
“C’erano molti problemi da gennaio in poi soprattutto a livello societario”.
“Eppure in squadra c’erano tre futuri campioni del mondo…”
“La squadra era composta da calciatori che oggi giocano in serie A come Camoranesi, Mutu Oddo, Cannavaro junior, gente come Italiano ma purtroppo abbiamo fallito”.
“Noi tifosi ti abbiamo dedicato un coretto. ricordi come faceva?”
“Me ne sono stati dedicati diversi. Me ne ricordo uno in particolare: LA VIE C’EST FANTASTIQUE QUANDO SEGNA MARIO FRICK!”. Con questo motivetto due tifosi ci hanno fatto una maglia”.
“Quali delle sette reti fatte nel Verona ritieni sia stata la più importante?”
“Sicuramente quella fatta a Parma. Mi riferisco alla mia seconda partita da titolare dopo aver debuttato nella vittoria dell’Hellas a Firenze. bel cross da sinistra di Seric, anticipando Fabio Cannavaro ho segnato di testa. Subito dopo abbiamo raddoppiato con Mutu ma purtroppo nel secondo tempo il Parma è riuscito a pareggiare”.
“Nelle estate del 2002 avevi dichiarato di voler giocare col Verona anche in B; poi cosa è successo?”
“Pastorello mi ha detto che se fossi rimasto, mi avrebbe messo fuori rosa. Io non sarei voluto andare via perché mi trovavo nella squadra più forte della serie B c’era ancora Mutu anche se poi è stato ceduto al Parma. Inoltre, mi sono trovato benissimo con la mia famiglia a Verona ma queste pressioni non mi hanno permesso di continuare”.
“Avresti immaginato di vedere la Ternana e l’Hellas due società in cui hai militato, precipitare in C1?”
“No, per me è davvero incredibile. Tra l’altro quando la Ternana è retrocessa in C io ero il capitano. Entrambe meritano altri palcoscenici e di perseguire obbiettivi diversi dall’evitare la retrocessione in C2″.
“Si salverà il Verona?”
“Lo spero e mi auguro che gli in bocca al lupo che io e il mio amico Nicola Corrent ci facciamo prima di ogni partita, possano portare bene”.
“Sulle maglie da te indossate c’è sempre il numero 7. Questo numero per te ha un significato?”
“Sono nato il 7 settembre e questo numero mi porta bene e anche quando gioco con la mia nazionale il numero 7 è mio”.
“Si direbbe che tra te e Beretta ci sia un feeling particolare; dopo Terni vi siete ritrovati a Siena…”
“Abbiamo un buon rapporto. Mi ha allenato anche a Terni non ostante non mi abbia sempre fatto giocare preferendomi altri del calibro di Zampagna e Borgobello”.
“Come mai con Mandorlini non giocavi?”
“Giocavo, ma venivo utilizzato come terzino destro mentre il mio ruolo è quello di attaccante: mi toccava rientrare fino alla nostra area e mi toglieva la forza per proiettarmi in avanti. Per fortuna è arrivato Beretta, i risultati parlano a suo favore: tatticamente sa impostare la squadra, carenza mostrata dal suo predecessore”.
“Al Siena è arrivato Cristian Riganò. Ti spaventa la sua concorrenza?”
“No, non sono spaventato. il Siena necessitava di una prima punta e Riganò garantisce quella decina di gol”.
“Gli addetti ai lavori dicono un gran bene di Forestieri; ci faresti una sintetica scheda di questo giovane talento?”
“Ha grosse possibilità e grandi doti: un dribbling da paura, ha una personalità impressionante per un diciottenne anche se deve ancora crescere e Siena è una piazza giusta per la sua maturazione. Il Mister lo tiene molto in considerazione, prevedo per lui un gran futuro”.
“Ritieni che il Siena con l’arrivo di Riganò possa essere a posto o debba tornare ancora sul mercato?”
“Sicuramente in attacco siamo sistemati, forse manca qualcosa a centrocampo e questa lacuna può essere colmata con il probabile arrivo di Kharja. Abbiamo l’obbligo di salvarci dato che siamo una buona squadra. La vittoria di Palermo ci permette di respirare un po’ in vista di un calendario nelle prossime settimane non facile: la Samp a Genova, la Roma in casa e il Milan a Sansiro”.
“Quest’anno compirai 34 anni; hai già pensato che cosa farai dopo aver appeso le scarpette al chiodo?”
“Con il Siena ho un contratto fino al 2009, vorrei giocare ancora 3-4 anni. Poi, non ho ancora deciso che cosa farò dopo, so solo che mi piacerebbe rimanere nel calcio, ho diverse opportunità specie con il settore giovanile della mia nazionale. L’unica certezza è che tornerò a vivere in Liechstein”.
“E per finire la nostra chiaccherata, ci indicheresti le tre squadre che secondo te retrocederanno in serie B?”
“Il Siena si salverà, siamo, come detto prima, un buon gruppo; penso che alla fine retrocederanno in B il Cagliari, la Reggina e il Catania”.
Questa intervista con Frick è stata realizzata lunedì 21 gennaio; i miei più sentiti ringraziamenti vanno, oltre che al nostro indimenticabile giocatore, anche a Cecilia Tarabochia l’addetta stampa del Siena calcio che mi ha permesso di avere questo contatto.
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