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26.

microfono1986/87:
Il Verona viene rinnovato e con gli innesti di Paolo Rossi, Pacione, De Agostini e Galia riesce a tornare in auge conquistando il 4° posto con 36 punti e si torna in Europa.

Ecco uno di quei protagonisti il centravanti Marco Pacione.

 

“Sei stato un giocatore dell’Hellas Verona, ci racconteresti la tua esperienza in gialloblu?”

“E’ stata una bellissima esperienza, perché ho avuto la fortuna di giocare con dei giocatori ‘fantastici’ sia sotto l’aspetto tecnico che per quanto riguarda l’aspetto umano.
Il ricordo va soprattutto alla prima stagione che ho fatto a Verona, quando abbiamo raggiunto il quarto posto, qualificandoci per la Coppa Uefa, e all’anno successivo, quando siamo arrivati ai quarti di finale sempre di Coppa Uefa con il Werder Brema. sui bei ricordi che ho di Verona, aggiungo la figura di Osvaldo Bagnoli, che per me è stato un grande allenatore e soprattutto un grande uomo. Mi ha dato moltissimo”.

 

“Hai segnato due goals alla Juve, ce li racconteresti e che importanza hanno avuto per te visto che l’anno precedente hai militato nelle file bianconere con più delusioni che gioie?”

“Fu una vittoria importantissima, perché in quel momento eravamo in piena lotta per la retrocessione … e ovviamente importante per me perché segnare due gol alla Juve non è una cosa ‘da tutti i giorni’. Per quanto riguarda le ‘delusioni juventine’, quella fu un’annata per me sfortunata … Ma c’è da dire che all’epoca ero molto giovane e in più stavo facendo il servizio militare, quindi per gran parte dell’anno non ho avuto l’opportunità di allenarmi con la squadra a Torino”.

 

“Ci descriveresti le due reti fatte alla Juve?”

“Il primo gol in scivolata su cross di Volpecina dalla sinistra …. io ero sul palo opposto; il secondo di testa sul calcio d’angolo di Bortolazzi”.

 

“Ci faresti un pronostico per la partita di venerdì sera Hellas Verona-Juventus?”

“Penso sarà una partita aperta a qualsiasi tipo di risultato; la Juve è una squadra fortissima, ma per tradizione a Verona ha sempre avuto ‘vita dura’”.

 

“Infine, ora sei addetto stampa del Chievo, com’è nato questo tuo incarico?”

“Ho cominciato nel ’95, appena finita la carriera, quando il Presidente Luca Campedelli mi ha chiesto se volevo entrare a far parte del Chievo Calcio. Sono 13 anni che sono qui e sono orgoglioso di esserci, perché ho trovato una piccola ma grandissima Società”.


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