Marco Ferrante da Velletri, classe 1971, è il nuovo attaccante dell’Hellas e ha bagnato con un goal il suo debutto con la nostra maglia.
“Ci descrivi la tua rete che ha permesso al Verona di vincere a Bari?”
“C’è stata una palla filtrante di Da Silva, mi sono trovato a tu per tu col portiere che mi ha lasciato il primo palo e ho fatto un gol importante, pesante”.
“Che tipo di contratto hai firmato col Verona e cosa farai da grande visto che non sei più un ragazzino?
“Un anno e mezzo e rimango solo se ci salviamo. Mi sento che sto bene e che posso dare tanto ancora al calcio. Finito di giocare, la mia volontà è di restare in questo ambito come allenatore o visionatore perché il calcio è il mio pane”.
“Quali sono stati i momenti migliore e peggiore della tua carriera calcistica?”
“Sono dell’avviso che ognuno ha ciò che si merita per quanto creato:
mi reputo un calciatore fortunato e sono riuscito a sfruttare al meglio le occasioni che mi sono capitate. Il momento più felice è stato al Torino quando dopo aver segnato 27 reti (nel campionato di serie B 1998/99), mi sono ripetuto l’anno seguente in serie A dove sono stato il capocannoniere italiano con 18 reti. Mentre il momento peggiore è stato sempre con la maglia del Toro quando abbiamo perso lo spareggio di Reggio Emilia per andare in serie A, campionato 97-98, contro il Perugia ai rigori dopo un’annata da parte nostra strepitosa.
L’esperienza con l’Inter è stata una sensazione grandissima, grande squadra, si sente qualcosa di importante anche se ci sono stato per 6 mesi e mi sono confrontato con giocatori di alto calibro come Vieri, Ronaldo, Recoba e Hakan Sucur, dando il mio contributo senza sfigurare”.
“Giocando con Hakan Sucur, hai imparato il turco e quindi dovresti riuscire a dialogare bene con Akagunduz suo connazionale…”
“Aka parla poco inglese e conosce il tedesco per aver giocato in Austria, ma pian pianino riusciremo in campo a capirci”.
“Qual’è il tuo partner ideale tra gli attaccanti presenti nella rosa gialloblù?”
“Io vado d’accordo con tutti, ho giocato solo con Da Silva che prima non conoscevo, ma ritengo che lui (Willi) in cadetteria può dire la sua ed è un calciatore importante”.
“Qual è il gol più significativo che hai realizzato?”
“Quello di sabato scorso e quelli ancora che dovrò fare”.
“Che significato riveste la tua tipica esultanza dopo ogni segnatura?”
“Ho giocato al Toro per parecchi anni e le corna le ho fatte sempre al derby contro la Juve e mi hanno portato sempre bene e ho preferito continuare con questa esultanza che non è uno sfottò nei confronti degli altri ma significa “vi ho infilzato”.
“L’anno scorso infatti, quando militavi nell’Ascoli, avevi promesso che se avessi segnato contro la Juve avresti fatto le corna e poi come finì?”
“Perdevamo 3 a 0 e io ho fatto goal, ma essendo abbastanza nervoso, non ho esultato. Non vedo l’ora quest’anno di sfidare la Juve, per me è un’emozione particolare e ha il sapore del derby e spero di dare il mio contributo”.
“Per chi tifavi da bambino?”
“Simpatizzavo da ragazzino per il Napoli , squadra con cui ho iniziato a giocare e nella quale dava spettacolo Maradona.
Adesso simpatizzo per la squadra dove gioco e non ho una squadra del cuore”.
“E il tuo essere antijuventino quando si è manifestato?”
“Dopo aver giocato per 8 anni nel Toro, gli sfottò dei cugini rivali fanno sì che uno dopo tanti anni odia l’altra sponda”.
“Il Verona si può salvare?”
“Il Verona ha giocatori importanti e alcuni di sicuro futuro e penso che ce la possiamo giocare e che ci siano squadre come Crotone e Spezia che sono indiziate a retrocedere”.
“Che cosa prometti ai tifosi?”
“Tanti goal”.
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