feb
15.

microfonoAndrea Bruniera è nato a Treviso nel 1964.
Attualmente è l’allenatore della primavera dell’Hellas Verona.
Prima di questo incarico, ha guidato la Fermana, la Biagio Nazzaro (squadra di Chiaravalle, paese di 15 mila abitanti in provincia di Ancona) e il Gualdo.
Da giocatore ha militato per parecchi anni nell’Ancona giocando anche in serie A come libero, oggi definito difensore centrale centrale.
Per i curiosi, ecco la rosa di quell’Ancona da serie A:
- Stagione 1992/93
Allenatore Vincenzo Guerini.
Rosa: Agostini, Bruniera, Caccia, Centofanti, Deogratias Detari, Ermini, Fontana, Gadda, Glonek, Lorenzini, Lupo, Mazzarano, Micillo, Nista, Pecoraro, Sogliano, Vecchiola, Zarate.
Tra le sue attività svolte, vi è anche quella di opinionista per un’emittente radiofonica locale marchigiana, nella quale ha commentato con passione e competenza le gare dell’Ancona calcio.
Bando alle ciance, iniziamo la chiacchierata..

 

“Che opinione ti sei fatto degli episodi accaduti a Catania e quali pensi possano essere i rimedi?”

“Lo stadio da molti è visto come un tempio dove si può commettere di tutto e avvengono spesso eventi che hanno poco a che fare con il calcio; non penso chiudere gli stadi per mesi serva a diminuire certi tipi di violenze che, anzi, troverebbero il modo di sfociare in altri ambiti”.
In Germania e in Inghilterra la violenza negli stadi era equiparata alla nostra e l’hanno risolta rendendo i campi sicuri.
In Italia c’è molta strumentalizzazione di certi episodi, bisogna migliorare i comportamenti dei protagonisti in campo per non inasprire gli animi anche se il portare spranghe o coltelli alla partita non è da imputare al calcio e mi auguro un giorno di poter portare in tranquillità i bambini allo stadio”.

 

“Com’è nato il matrimonio con l’Hellas e che tipo di contratto hai?”

“Ho sempre bazzicato, lavorativamente parlando, nel territorio marchigiano dove è rimasta a vivere la mia famiglia. Grazie a delle amicizie che avevo con la vecchia proprietà del Verona, ci siamo trovati e accordati la scorsa estate. Il mio contratto scadrà a giugno, ma spero di poter rimanere in questa meravigliosa città e di conquistare la nuova proprietà con la serietà e il lavoro per proseguire la collaborazione”.

 

“Con quale modulo schieri la squadra e come vi state comportando in campionato?”

“Nel precampionato abbiamo fatto molto bene ottenendo degli ottimi risultati (ndr vincendo il torneo di Terni contro la blasonata Roma), poi abbiamo cominciato ad avere qualche infortunato di troppo, e una rosa veramente molto risicata, cosa che non ci ha permesso di lavorare come avremmo dovuto, e di conseguenza abbiamo pagato dazio nella prima parte del campionato. Inoltre la qualità di diverse squadre si è dimostrata superiore alla nostra e la classifica ne ha risentito; ora galleggiamo a media bassa classifica ma meriteremmo certamente almeno 4-5 punti in più.
Qualche volta la prima squadra ha attinto da noi prelevando giocatori e per noi è stato motivo di orgoglio perché lavoriamo in sua funzione e abbiamo coperto certe loro defezioni. L’esordio di N’ze è stato sotto questo punto di vista la fatidica ciliegina sulla torta.
Di base ho adottato il 4-3-3 in quanto mi sono trovato tante punte e tanti esterni offensivi in organico, poi in diverse occasioni ci siamo riadattati al 4-4-2; ora che diversi ragazzi stanno guarendo dai vari guai fisici, potremmo anche ritornare al 4-3-3″.

 

“Ci sono giocatori della tua primavera che il prossimo anno possono fare il salto nella prima squadra e chi sono, inoltre ci puoi descrivere le caratteristiche di IAKOVLEVSKI, giocatore che noi tifosi non conosciamo?”

“Ci sono 5-6 giocatori di buona prospettiva, ma non mi sembra corretto fare i nomi, inoltre , tutti al giorno d’oggi se si applicano ed assumono i giusti atteggiamenti possono aspirare ad un futuro interessante, quindi anche i miei giocatori devono aspirare a raggiungere il massimo..
IAKOVLEVSKI è fisicamente molto forte 1,90 per 80 kg., è una punta centrale dalla struttura fisica importante,è un destro che calcia discretamente col sinistro, ha un ottimo tiro, bisogna valutarne in questi giorni gli aspetti tattici come il controllo palla e in prospettiva può essere un ragazzo importante a cui bisogna dare però il tempo di ambientarsi.”

 

“Ci fai qualche nome di qualche calciatore del campionato primavera di cui sentiremo parlare in futuro?”

“Puddu e Burrai del Cagliari:
Puddu è un attaccante che quest’anno sta segnando con regolarità.
Inoltre ci sono diversi giocatori di Inter e Milan che hanno già avuto la soddisfazione di giocare in prima squadra e che hanno il futuro assicurato, penso ai vari Maaroufi, Fikor, Andreolli, Bonucci, Di Gennaro, Aubameyang, Antonelli, giocatori di personalità e di ottima qualità.”

 

“Perché in Italia rispetto ad altri campionati come quello inglese e olandese le società sono restiie a mettere in campo un giovane?”

“In Italia, si vuole il risultato a tutti i costi, si ha paura di bruciare il giovane, il risultato deve essere immediato e non si da il tempo di crescere; basta vedere che gli allenatori hanno sempre la valigetta in mano, pronti a cambiare aria, quindi non possono permettersi il lusso di rischiare puntando sui giovani ma cercano principalmente i giocatori già pronti, già esperti della categoria a discapito della freschezza che invece possono portare i giovani.”

 

“Pensi che la prima squadra dell’Hellas si possa salvare e ci sono le basi un domani perché si regga grazie ai giovani cresciuti nel vivaio stile Atalanta?”

“Il Verona ha fatto un mercato importante e i risultati stanno dandole ragione dopo il cambio della guida tecnica.
Deve fare un girone di ritorno senza rilassarsi e dopo ogni vittoria non deve abbassare il ritmo e la concentrazione perchè ogni giornata è una sfida all’ultimo sangue.
Avere un vivaio e una struttura tipo l’Atalanta a livello giovanile è il sogno di tutte le squadre; ci vuole però una attenta programmazione e ci vuole del tempo. Non si costruisce dal nulla un settore giovanile, servono società e tecnici preparati, e soprattutto tempo. Speriamo che presto anche a Verona possano uscire giovani calciatori che diano un valido contributo alla rosa della prima squadra.”


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