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microfonoAlfredo Aglietti, nato a san Giovanni Valdarno nel 1970, ha appeso le scarpe al chiodo nel gennaio del 2004. Ha intrapreso successivamente la carriera da allenatore e ha guidato la Rondinella, la Sestese e in questo campionato il Viareggio, compagine con la quale ha vinto il campionato di serie D.

 

“Ci racconteresti Alfredo la tua stagione trionfale alla guida dell’Esperia Viareggio?”

“E’ stata un’esperienza bellissima che tra l’altro non si è ancora conclusa.. il Viareggio dovrà disputare la poule scudetto con le vincenti degli altri gironi. Si è trattato per me del primo anno da allenatore in carica dal primo giorno di preparazione; in precedenza avevo vissuto due esperienze da subentrato. E’ stato un anno straordinario e sorprendente: siamo riusciti a ottenere una promozione in C2 che nessuno si aspettava da una matricola. I progetti iniziali della società erano quelli di disputare un buon campionato da metà classifica in su con l’obiettivo eventualmente di centrare i play-off; cammin facendo, ci siamo resi conto che non eravamo inferiori a nessuno e che ci potevamo giocare le nostre carte fino alla fine; partita dopo partita abbiamo creduto di potercela fare e il distacco è stato molto più ampio (anche perché gli avversari alla fine hanno mollato) però rende bene l’idea di quello che abbiamo compiuto nell’arco dell’anno”.

 

“Che modulo utilizzi?”

“Adotto il 4-4-2, ma chiaramente il modulo lo fanno i giocatori con le caratteristiche che hanno. Noi allenatori possiamo avere le nostre idee su come mettere in campo la squadra, ma se non si hanno calciatori con quelle peculiarità, bisogna essere bravi e camaleontici a saper cambiare”.

 

“Nella rosa del Viareggio, c’è qualche ragazzo di cui sentiremo parlare nei prossimi anni?”

“Abbiamo qualche giovane interessante come il terzino destro Briglia che ha qualità e forza fisica, giocatore che sa spingere molto bene e che ci ha dato molte soddisfazioni avendo fornito molti assist con i suoi cross ed è un prodotto del vivaio dell’Empoli. Attenzione a Stobbia un esterno destro ‘88 con margini importanti di crescita: è rapido, bravo nell’uno contro uno e per dinamismo e ripiegamenti difensivi riesce a dare un grosso aiuto alla squadra”.

 

“Chi è l’Aglietti della situazione?”

“L’Aglietti è Bonuccelli, forse è più bravo di me perché ha fatto in carriera più di 300 goals. Bonuccelli è un lusso per queste categorie, giocatore di grande esperienza che riesce a fare reparto da solo e che riesce a far salire la squadra, e cosa da non trascurare, è uomo spogliatoio”.

Da ricordare che Alfredo Aglietti ha realizzato 105 reti nei campionati professionistici.

 

“Hai indossato da calciatore per due anni e mezzo la maglia dell’Hellas, che ricordi conservi?”

“Ho passato a Verona tre anni meravigliosi, città splendida e porterò per sempre dentro di me dei grandi ricordi: il giorno più entusiasmante è stato quello in cui abbiamo vinto il campionato di serie B con Cesare Prandelli in panchina. Quella stagione fu molto simile a quella che ho vissuto quest’anno a Viareggio: bellissima, sempre in testa, abbiamo fatto il record delle partite vinte consecutivamente in serie B, avevamo un gioco spumeggiante e da lì sono partiti per far carriera giocatori come Brocchi, Falsini e Laursen. L’anno seguente in serie A è stato bello sebbene sono rimasto solo metà campionato perché sono passato poi al Chievo: l’Hellas è riuscito in quell’anno a dar seguito al gran lavoro svolto nell’annata precedente”.

 

“So che sei molto legato a Prandelli che ci puoi dire di lui?”

“Con Cesare ci vediamo spesso, abbiamo un ottimo rapporto, non devo pubblicizzarlo io come allenatore credo che non ce ne sia bisogno, dico solo che uomini come lui ce ne dovrebbero essere tanti nel calcio perchè è una persona pulita che riesce a trasmettere valori importanti”.
Prandelli sembrerebbe aver portato bene ad Aglietti: nel precampionato la sua Fiorentina ha disputato la sua prima amichevole proprio contro il Viareggio: c’era lo stadio pieno e i tifosi hanno esposto una statua di carta pesta con raffigurato Luca Toni neo campione del mondo con la sua tipica esultanza dopo un goal quella cioè che si porta una mano all’orecchio.

 

“Si può salvare questo Verona?”

“Ho visto giocare l’Hellas nelle partite di Genova e nel primo tempo contro l’Arezzo: ho notato una compagine un po’ in difficoltà; con l’arrivo di Ventura la squadra gioca meglio e con i giocatori che ha si adatta meglio il modulo 4-4-2 rispetto al 4-3-3 che usava Ficcadenti. L’Hellas fa fatica a segnare. Sabato dovrà cercare di battere il Frosinone: sarà importante vincere questa partita sia per non essere staccati dalla zona salvezza sia perchè nel caso l’Hellas non conquisti i tre punti rischia di farsi risucchiare dall’Arezzo che in questo momento è in gran forma, significherebbe arrivare terzultimi e retrocedere in C direttamente. Sconfiggendo i ciociari, il Verona riuscirà a trarne dei benefici psicologici utili ad affrontare il rush finale. Se non dovesse arrivare una vittoria la vedo dura per l’Hellas”.

 

“Resterai ad allenare il Viareggio la prossima stagione?”

“Non ho ancora deciso il mio futuro, ne sto parlando in questi giorni, nel caso in cui l’Hellas retroceda potrei candidarmi per la panchina del Verona! Non sto scherzando… Sono un allenatore giovane e ho voglia di emergere”.


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