“Il calcio è un gioco semplice, non sono necessarie astruserie come il pressing e la zona. L’importante è avere la fortuna di trovare gli uomini per metterli poi nei posti giusti” Osvaldo Bagnoli, allenatore silenzioso nato alla Bovisa.
L’uomo spinse il cavallo verso il fiume allontanandosi dagli altri, si fermò un attimo sul greto, si girò e guardò verso la grande pianura alle sue spalle. Riprese lo sguardo verso sud, Rimini era lì, ad un tiro di freccia, appena aldilà del fiume: mille pensieri attraversavano la mente dell’uomo,alle spalle una vita tranquilla, fatta di agi, di fronte il pericolo ma anche la fama e la storia.
L’aurora mostrava le prime pieghe del suo volto, l’uomo indugiava, il fido animale aspettava un ordine, poi il sole fece capolino ed il primo raggio illumino la via, un colpo deciso di talloni ed il cavallo attraversò. Il dado era tratto.
Come avrete capito, il fiume era ed è il Rubicone e l’uomo nientemeno che Caio Giulio Cesare. Ho preso quel momento decisivo della sua vita, perdonatemi l’irriverenza, e l’ho adattato al nostro Vava, anche lui alle prese con mille dubbi e mille domande. Di là del Rubicone passa un altro capitolo della nostra ormai centenaria storia. Cesare entrò in Rimini senza un colpo di spada noi probabilmente dovremo batterci come leoni per uscirne.
A questo punto del campionato le mie speranze poggiano solo in Vavassori, troppo grande la delusione che i blues mi hanno dato e sinceramente non penso che con lo spirito delle ultime giornate si possa andare molto distante. In molti confidano nel cambiamento di modulo, sempre che ci sia, o nel cambio degli uomini, quasi certo. Io sinceramente non ci credo molto. Certo, chi ha fallito la prova decisiva ha la possibilità del riscatto, il calcio e lo sport in generale, come la vita danno sempre un’altra opportunità e questo mi consola un po’.
Vava Giulio Cesare dovrà far leva sull’orgoglio dei suoi legionari per attraversare il Rubicone e conquistare Rimini. Sicuramente non mancherà l’appoggio del popolo che ancora una volta marcerà verso la Romagna. La paura dovrà essere la nostra alleata, la paura che l’avversario ti superi, che faccia passare il pallone, che ti salti in dribbling. Paura che ti fa raddoppiare le forze con tutti i sensi all’erta, non c’è altra strada.
Andrea Cona
(HellasWeb Staff)
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