Intanto ben ritrovati. Diciamo che queste due partite mi hanno riproposto le stesse sensazioni del periodo Colomba Pellegrini Sarri. La cosa nasce da una gestione un po’ superficiale di alcuni aspetti tecnici. La gestione ovviamente sostenuta dal trio Siciliano Gibo Principe. Assurdo partire in ritiro con 35 giocatori, una parte di questi non sapeva cosa faceva lì, un’altra se ne voleva andare e la rimanente doveva mentalizzarsi sul nuovo progetto tecnico del Principe.
La cessione di Pugliese poi ha dell’incredibile, scartato dal Principe e mandato in serie B perché a noi non serve, mi pare una gag stile Aldo Giovanni e Giacomo. La stessa logica fa si che per le prime due partite si portino in panchina Scapini e Vriz con Selva e Di Gennaro in tribuna, robe da dilettanti allo sbaraglio.
Il buon Gibo è sicuramente un intenditore di calcio ma a mio avviso deve limitare le autocelebrazioni, “abbiamo dei giovani in nazionale” “Le Noci è da serie A” “abbiamo giocatori che avevano richieste in A” e via sbrodolando. Fatto sta che con questa batteria di fenomeni abbiamo fatto zero punti contro due squadre ridicole, questa è l’amara realtà.
Lo stesso vale per il Principe, che è sicuramente abituato ad altri standard ma che forse deve calarsi nella mentalità della categoria. Ispirarsi alla
Spagna o al Barcellona non vuole dire vincere automaticamente, il Como si è ispirato a Nereo Rocco e si è portato via i tre punti.
Questo scrivevo la settimana scorsa, poi per questioni di tempo non ho chiuso il pezzo e mi sono ritrovato con un 1-5 in mano. Possiamo dire che il merito di questa scoppiettante vittoria sia solo dei nuovi acquisti? Direi di no, anche dei nuovi, ma Le Noci c’era anche prima, come c’erano Mancini Ceccarelli Berretta e via discorrendo. Ora possiamo dirlo la squadra è completa forse più forte dello scorso anno, dobbiamo solo pensare a noi stessi, alla nostra domenicale difficoltà, i conti li faremo alla fine.
Andrea Cona
(HellasWeb Staff)
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