“Il calcio è un gioco semplice, non sono necessarie astruserie come il pressing e la zona. L’importante è avere la fortuna di trovare gli uomini per metterli poi nei posti giusti” Osvaldo Bagnoli, allenatore silenzioso nato alla Bovisa.
Ho pensato buona parte di questo pezzo ieri notte, non riuscivo a dormire perché il pensiero e la tensione del post gara erano troppo forti, penso di non essere stato l’unico.
Il sig. Cesarini era un giocatore di professione attaccante, riusciva particolarmente bene nei gol a fine gara tanto che qualcuno pensò di chiamare con il suo nome i fatidici ultimi minuti del match. Al suo nome sono legati i sogni infranti, le speranze deluse, le attese vane di generazioni di tifosi ma di contro anche le gioie e i successi più memorabili e noi purtroppo per l’ennesima volta ci siamo ritrovati a piangere lacrime amare.
Ascoltavo tempo fa alla Rai un servizio sui giocatori che disputarono il famoso Italia Brasile 3-2, anno 1982; fra le tante testimonianze dirette, quella che mi colpì particolarmente fu di Falcao, il grande centromediano della Brasile e della Roma, campione d’Italia nel 1983. Disse sostanzialmente: “dopo la sconfitta le parole non servivano a niente, le uniche cose da fare furono soffrire e fare memoria degli errori per non ripeterli più” Poche semplici parole per descrivere la grandezza di un campione anche fuori dal campo.
Noi purtroppo non abbiamo memoria, duro da accettare ma è così. La gara di domenica è stata affrontata nella giusta maniera, a viso aperto, dal punto di vista del gioco e della continuità abbiamo giocato meglio di loro, ma ci è mancato qualcosa. Ci è mancato ricordare e ricordarci che di fronte avevamo una squadra che se pur inferiore avrebbe speso tutto, pur di uscire vincente, tutto fino all’ultima goccia di sudore e così è stato; dispiace dirlo ma bastava ricordare il ritorno con lo Spezia, avversario diverso ma stesso copione. La palla a pimpinella che scende con la neve è l’immagine del Verona delle ultime settimane, noi passeggiamo tranquillamente in attesa che scenda, loro invece, si gettano su quella palla ormai persa, con la rabbia e la determinazione di chi deve conquistarsi tutto… l’esito lo conoscete tutti.
In una parola ci è mancata l’umiltà, non in tutti certo, ma è mancata. Fa specie una cosa del genere soprattutto pensando che alla guida c’era un allenatore umile come Remondina. I cambi, i moduli, le scelte tattiche, la fantomatica ‘lettura della partita’, la leggendaria ‘mentalità vincente’, permettetemi, sono tutte belle chiacchiere da bar sport. Questa autoconvinzione di superiorità ci ha accompagnato dal pareggio interno con il Potenza. Attenzione, tutto l’ambiente era contagiato da questa febbre, molti di noi facevano a gara ad indovinare la partita della ‘matematica’; due anzi tre, no dai ! facciamo quattro domeniche prima della fine.
Domenica pomeriggio, nel mio peregrinare sconsolato sono finito in uno dei tanti ‘covi’ gialloblù. Saluto un amico, uno dei tifosi storici, conosciutissimo e carico di mille trasferte e magliette ‘original’, si avvicina e con un sorriso disarmante mi dice: “ non è stata la prima e non sarà l’ultima volta” per un attimo ho dimenticato il dramma sportivo che stavo vivendo anzi mi sono sentito rincuorato. Incredibile come a volte le risposte alle tue domande si trovino nei posti più impensati, ma ne riparleremo.
Andrea Cona
(HellasWeb Staff)
Tags: 2009/10, Gian Marco Remondina



Sono disfatto, in dialetto, son desfà. Commento i miei post, la delusione mi fa impazzire.
Ti capisco…. anch’io sono abbastanza abbattuto… speriamo nel miracolo… Forza Hellas!!
Più passa il tempo e più mi convinco che Remondina c’entra poco o niente in questo disastro.
Remondina c’entra, vedere 11 giocatori passeggiare dopo un’ora di gara la dice lunga sulla preparazione atletica, che ha permesso all’Hellas di essere nel pieno della forma a febbraio. Adesso ben vengano 15 giorni di stop, un allenatore nuovo che porta altre idee. Il Rimini è entrato in forma quando contava, nelle ultime 5-6 giornate. Sarà durissima, meglio dirlo subito e non pensare di essere superiori per quella manciata di punti che abbiamo racimolato a fine campionato.
mah ! passseggiare dopo un’ora di gara, mi pare un opinione, forse un paio di giocatori. Vava può portare tutte le idee che vogliamo ma sono i giocatori che vanno in campo, sopratutto gli attaccanti
Io sono molto preoccupato per questa scarsa condizione. Non so di chi sia la colpa ma Pescara e Rimini sono al top della forma mentre noi siamo messi piuttosto male. Il favorito per me ora è il Pescara seguito dal Rimini.