Cari tifosi Hellas, innanzitutto Buon Anno a Tutti, anche considerato che ci attende un anno parecchio duro.
Meglio fare quadrato attorno a ciò che si ama, Hellas compreso.
Auguri soprattutto al Conte Arvedi che ci ha consentito di riaprire un ciclo ed è stato l’unico (pur senza grosse disponibilità economiche) a rischiare sull’Hellas.
Questa puntata verte sulla seconda stagione in serie A del Verona del ciclo Bagnoli (la stagione 1983/84). Come sapete io sono di origine veneta, nato e cresciuto in Friuli Venezia Giulia, e quella stagione coincise con la mia “adesione ufficiale” (anche nell’ambito della compagnia degli amici) al Gialloblu Helladino.
Nemmeno quindicenne, tifoso del Verona, geograficamente molto distante dalla città scaligera.
In quella fascia di età la mia vita si reggeva su quattro pilastri: studio, subbuteo (calcio da tavolo), campetto (un campo da basket utilizzato per le partite di calcio) e Hellas Verona.
Gli interessi per la morosa erano lungi dall’arrivare (ed in ogni caso non raggiungevano, nemmeno minimamente, il livello di passione ed investimento emotivo dei quattro elementi di cui sopra).
Il tifo non era il “sostegno razionale ad un Club calcistico” era un misto tra: rappresentazione ideale, identificazione personale, amore e trasmigrazione dell’anima.
Se la squadra gialloblu veniva sconfitta a San Siro non era “Milan – Verona 4- 2” era “abbiamo perso col Milan”.
Se Galderisi sbagliava un goal a porta vuota ero triste pensando a quanto fosse triste Galderisi per non avere segnato un goal per il Verona.
Ferroni era il miglior terzino del mondo. Migliore anche di Gentile, terzino destro nella nazionale campione del mondo. “Ferroni è il miglior terzino del mondo, anche se, Gentile è più forte di Ferroni”.
Il tifo era appartenenza, legame metafisico con il Club, con i giocatori, con una città visitata una sola volta e con dei tifosi visti prevalentemente in fotografia (le “Brigate Gialloblu”, un gruppo eroico di guerrieri mitici). Un legame che sosteneva sette giorni la settimana su sette.
Una delle sensazioni più vicine alla felicità che mai abbia provato in vita mia era quella che precedeva l’addormentarsi dopo avere visto, alle 10 di sera, sul lettone cella camera provvista di TV, il servizio della “Domenica Sportiva” relativo ad una vittoria del Verona in campionato. Mi addormentavo felice. Sensazione difficile da descrivere ma che probabilmente abbiamo provato in tanti.
Di quell’annata ricordo l’affetto nutrito da molti italiani per la squadra gialloblu in quanto formazione che seppe farsi rispettare in campionato nonostante giocasse senza stranieri (dei due stranieri l’attaccante scozzese Jordan portò a referto 12 presenze in campionato – per la maggior parte non partendo da titolare- e il polacco Zmuda solo 5, entrambi segnarono 1 rete), la squadra gialloblu, per i media, era il “Verona tutto italiano”.
Un altro motivo per il quale il Verona si guadagnò l’affetto e l’ammirazione di molti italiani furono le ottime prestazioni in coppa UEFA: l’avventura dei ragazzi di Bagnoli si concluse al secondo turno, ma i gialloblu seppero imporsi sulla “Stella Rossa di Belgrado”, sia all’andata che al ritorno, e cedettero agli austriaci della Sturm Graz senza subire sconfitte (regola del valore doppio dei goals segnati in trasferta: 2 a 2 a Verona, con reti di Fanna e Galderisi, e 0 a 0 a Graz).
Risiedendo in Friuli ebbi la fortuna di vedere la telecronaca della partita di andata contro la Crvena Zvezda, trasmessa, in lingua italiana, dalla televisione istriana di Capodistria. La squadra di Belgrado era squadra pluri- titolata dell’allora Federazione Jugoslava, Club della capitale Belgrado, capace di arrivare ai quarti di finale della Coppa dei Campioni nella stagione 1980/81.
Al termine dell’incontro di Verona, perso per 1 rete a zero segnata da Pierino Fanna su rigore, rammento l’assoluta tranquillità del telecronista jugoslavo certo del ribaltamento del risultato in Serbia. La partita di ritorno si concluse con una vittoria per 3 reti a 2 dei ragazzi di Bagnoli con una rete di Sacchetti e doppietta di Galderisi.
Il Verona raggiunse nuovamente la finale di Coppa Italia venendo sconfitto con un complessivo 2 a 1 finale dai campioni d’Italia e vice- campioni d’Europa della Roma. La sconfitta fu meno amara di quella dell’anno precedente, contro la Juventus, essendo l’esito del confronto reso scontato dal pareggio interno della finale di andata (rete in rimonta di Storgato). Da segnalare l’eliminazione, ai quarti di finale, dell’Udinese di Zico (1- 0 in casa, 1-2 in trasferta).
Il vero rammarico fu rappresentato dal non essere riusciti a mantenere l’imbattibilità interna a causa di una unica sconfitta patita in occasione dell’ultima partita interna giocata contro l’Internazionale di Milano. Una sconfitta per 1 rete a 2 e quasi segnata dal destino, maturata in due minuti con le reti di Muller e Pasinato al settantaduesimo ed al settantaquattresimo (una delle quali frutto di un cross sbagliato), la replica di Fanna al settantaseiesimo, seguita da un disperato quanto infruttuoso assalto finale. Garella evitò che la sconfitta si trasformasse in beffa deviando sul palo un calcio di rigore.
DATI DELLA STAGIONE 1983/84
Organizzazione del Campionato.
Campionato a 16 squadre con 3 retrocessioni. La squadra campione d’Italia accedeva alla Coppa dei Campioni, la seconda e la terza alla Coppa Uefa, la squadra vincitrice della Coppa Italia si qualificava alla Coppa delle Coppe.
I Club più titolati per la vittoria finale erano la solita Juventus (finalista della Coppa dei Campioni l’anno precedente e vincitrice della Coppa delle Coppe la stessa stagione), la Roma (squadra Campione d’Italia che raggiungerà la finale della Coppa dei Campioni) a seguire l’Internazionale di Milano e la Fiorentina (vicecampione d’Italia nella stagione 1981/82, ad un punto dalla Juventus).
Il campionato sarà vinto dalla Juventus (43 punti) seguita da: Roma (41), Fiorentina (36), Inter (35).
Per il Verona un sesto posto (32 punti) frutto di 12 vittorie e 8 pareggi. Quindi ancora una stagione vincente (numero di vittorie maggiore del numero di sconfitte). Da segnalare inoltre il terzo posto di Maurizio Iorio nella classifica dei cannonieri (14 reti) alle spalle di Zico (Udinese, 19) e Platini (Juventus, 20).
Organico del Club
SQUADRA (tra parentesi, rispettivamente, presenze e reti in campionato).
Portieri
Garella Claudio (30, 0); Spuri Sergio (0, 0).
Difensori
Ferroni Mauro, terzino destro (27, 0); Fontolan Silvano, stopper (29, 0); Marangon Luciano, terzino sinistro (27, 0); Tricella Roberto, libero (30, 0); Zmuda Wladyslaw, libero- stopper (5, 1).
Centrocampisti
Bruni Luciano (14, 2); Di Gennaro Antonio, regista (26, 4); Guidetti Mario (21, 2); Guidolin Francesco (2, 0); Sacchetti Luigi (16, 2); Storgato Massimo (26, 3); Volpati Domenico, mediano (29, 1).
Attaccanti
Galderisi Giuseppe (29, 7); Fanna Pietro (28, 5); Iorio Maurizio, centravanti (25, 14); Jordan Joseph, centravanti (12, 1).
Formazione tipo
Garella, Ferroni, Marangon; Volpati, Fontolan, Tricella; Fanna, Storgato (Sacchetti); Galderisi, Di Gennaro, Iorio.
Presidente: Celestino Guidotti; allenatore: Osvaldo Bagnoli; direttore sportivo: Emiliano Mascetti; segretario: Enzo Bertolini.
Coppa Italia
Nel Girone di qualificazione (formato da: Catania e Verona per la serie A, Cagliari e Campobasso per la serie B e Carrarese e Reggiana per la serie C1) il Verona si classifica al primo posto con 8 punti frutto di due vittorie in casa (Catania 2 a 0, Campobasso 1 a 0), 1 vittoria in trasferta (Carrarese- Verona 0 a 3) e due pareggi esterni (2 a 2 a Cagliari, pareggio a reti bianche con la Reggiana).
Al secondo turno il Verona elimina l’Avellino (squadra di serie A) rimontando in casa, per 3 reti a 0, ai supplementari, la sconfitta patita in Irpinia. Doppietta di Iorio e rete di Di Gennaro.
Segue l’eliminazione, ai quarti di finale, dell’Udinese di Zico grazie alla regola del valore doppio delle reti in trasferta: 1 a 0 a Verona, 1 a 2 a Udine con entrambe le reti segnate da Maurizio Iorio.
In semifinale l’Hellas elimina il Bari, compagine di serie C1, giunta alle semifinali dopo avere eliminato Juventus e Fiorentina. Il Verona si impone con una doppia vittoria: 2- 1 a Bari (Jordan e Iorio), 3 a 1 a Verona (doppietta di Galderisi e Volpati).
Ancora una volta il cammino del Verona si ferma ad un passo dalla meta con la sconfitta nella doppia finale contro i campioni d’Italia e vicecampioni d’Europa della Roma, 1- 2 complessivo frutto del pareggio per 1 a 1 a Verona (Storgato in rimonta) e dell’autorete di Mauro Ferroni al ritorno.
Bibliografia
Almanacchi Sportivi Panini
Almanacco Illustrato del Calcio ’88
Edizioni Panini S.p.a. 47° Volume.
Di Maggio R.
Coppa Italia 1983/84
http://www.rsssf.com/tablesi/italcup84.html 17 Novembre 2005.
FK Crvena Zvezda Official Website
Red Star 1945- 2007 Zec and Stankovic, maintaining dominance
http://www.crvenazvezdafk.com/en/istorija1.htm
Gazzetta dello Sport et al
Calciatori – La raccolta completa degli album Panini 1983/84
N.I.I.A.G. Bergamo, 2004.
Lo Presti S.
Annuario del Calcio Mondiale 1988/89
Società Editrice Torinese s.r.l, 1988.
Mariani M.
Italy Championship 1983/84
http://www.rsssf.com/tablesi/ital84.html 26 Ottobre 2000.
Uefa Official Website
Uefa Champions League – History Season 1980/81 Quarter – Finals
http://www.uefa.com/competitions/ucl/history/season=1980/round=1024/index.html 04/09/2008
Mario Cestaro
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