Riforma Pensioni, Bufera sull’Ape: «Scelta sbagliata»

La riforma pensioni voluta dal Governo Renzi e ora portata avanti dall’esecutivo di Paolo Gentiloni viene bocciata dall’Inca, l’Istituto Nazionale Confederale di Assistenza, patronato della Cgil guidata da Susanna Camusso.

Pensioni news: «Ape scelta sbagliata»

Sotto la lente d’ingrandimento finisce l’Ape, l’anticipo pensionistico che debutterà in via sperimentale a partire dal prossimo 1° maggio e che sarà valido fino al 31 dicembre 2018. «Si tratta di una scelta sbagliatacosì Morena Piccinini, presidente Incache non agevola il ricambio generazionale nell’occupazione e dunque l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, i cui livelli di disoccupazione restano fortemente preoccupanti».

«A dispetto di quanto sbandierato dal governo – prosegue Piccininil’Ape non è affatto un anticipo pensionistico, ma un anticipo finanziario a copertura pensionistica che costringerà il lavoratore a contrarre un vero e proprio mutuo sul quale dovrà pagare interessi a banche e compagnie assicurative, il cui importo è ancora indefinito. Un’occasione ghiotta per istituti di credito e assicurazioni, una magrissima quanto opinabile occasione per chi ha lavorato tanti anni e che ora, per andare in pensione, dovrà indebitarsi».

Riforma Pensioni: cos’è l’Ape

Ricordiamo che l’Ape – che si divide in Ape sociale e Ape volontaria – è una delle maggiori novità della riforma pensioni del Governo Renzi, introdotte dalla legge di bilancio 2017.

L’Ape sociale è un’indennità erogata dall’INPS ai soggetti bisognosi, che sarà corrisposta fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia o dei requisiti per la pensione anticipata. Tra i requisiti per ottenerla vi sono i 63 anni di età e almeno i 30 anni di anzianità retributiva (36 anni per le professioni considerate “a rischio”).

L’Ape volontaria è invece un prestito mensile erogato da una banca per 12 mensilità, che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto e che in seguito dovrà restituire. Tra i requisiti per ottenerla vi sono i 63 anni di età e almeno i 20 anni di anzianità retributiva.

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