Pil Italiano Cresce, ma l’UE è Inflessibile: «Niente Sconti»

Da Bruxelles arriva una doccia gelata per l’Italia.

La revisione al rialzo della crescita del Pil italiano non porterà l’Unione Europea a fare sconti sulla correzione di bilancio da 3,4 miliardi.

Una notizia che arriva da fonti interne alla Commissione Ue, secondo cui le stime dell’ISTAT sul rialzo del nostro Pil non sono sufficienti a far cambiare idea a Bruxelles.

Pil italiano in crescita, ma non basta

L’istituto nazionale di statistica, basandosi su dati trimestrali grezzi, aveva stimato intorno allo 0,9% la crescita del Pil.

A favorire la crescita erano stati l’aumento del valore aggiunto nei settori di industria e servizi, mentre il settore agricoltura aveva registrato un calo.

«Dati incoraggianti, ora avanti con le riforme», era stato il commento del premier Paolo Gentiloni.

Ma a Bruxelles guardano oltre. Secondo la Commissione i dati trimestrali sul Pil italiano sono “volatili” ed è meglio affidarsi a quelli annuali per valutare i conti pubblici.

Non cambia quindi la richiesta di correzione dello 0,2% del Pil, che «serve a portare l’Italia nel margine tollerato di deviazione dallo sforzo strutturale raccomandato dal Consiglio per il 2017»,

Correzione di bilancio, cosa succede ora

Ora Gentiloni non ha più molto tempo. Il prossimo 22 febbraio sarà infatti pubblicato il rapporto sul debito pubblico e Bruxelles – che aveva spedito la missiva al governo il 17 gennaio scorso – vuole già vedere qualche risultato.

L’arduo compito di trovare la quadra toccherà soprattutto al ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan.

Dopo aver sondato il possibile rinvio dell’Ape pensionistica – che avrebbe consentito un risparmio di quasi 400 milioni di euro – il ministro pensa ora all’estensione dello split payment Iva.

Trattasi di un meccanismo che permette all’ente che ha acquistato prodotti/servizi il versamento diretto al Fisco dell’imposta sulle forniture alle P.A., senza dover passare per le casse dei privati.

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