Rallenta il Pil Cinese, Conviene Ancora Investire in Cina?

Rallenta ancora la crescita della Cina, non più a doppia cifra come in passato. La domanda è: conviene ancora investire in Cina?

La risposta è sì, ma con attenzione. Il governo cinese ha infatti abbassato il suo obiettivo di crescita – fissato ora al 6,5% – e introdotto nuove sfide per il 2017.

Pechino punta infatti all’ambiente e alla maggiore partecipazione delle imprese straniere nei progetti nazionali.

Vediamo le ultime novità in arrivo dalla Cina.

Cina mai così male dal 1990

Nell’anno del Gallo – apertosi il 28 gennaio 2017 – l’inflazione è al 3%, mentre le prospettive di crescita sono state riviste.

Il governo aveva infatti indicato un “elastico” tra il 6.5% e il 7% e nell’anno 2016 la crescita era stata del 6,7%.

Si tratta del tasso di espansione del Pil più ridotto dal 1990.

Il premier: «Situazioni più gravi del previsto»

Quali sono i problemi? Il premier Li Keqiang ha parlato di «situazioni più complicate e gravi del previsto, dovute agli sviluppi sia all’interno che all’esterno della Cina».

Soprattutto, Keqiang ha affermato che stanno visibilmente crescendo i fattori che possono causare instabilità e incertezza.

Uno su tutti è il recente ritorno al protezionismo da parte di alcuni Stati – tra cui l’America di Trump, anche se il premier non l’ha detto esplicitamente – che accresce le incertezze globali.

«La globalizzazione economica è nell’interesse fondamentale di tutti i Paesi», ha detto Keqiang.

Investire in Cina, previsti 11 mln di lavoratori in più

Quali sono le prossime sfide della Cina?

Il premier ha parlato di creare undici milioni di posti di lavoro in più.

Ci sarà inoltre un grande impegno sul fronte ambientale con la riduzione dei consumi di energia di almeno il 3,4% per unità del Pil, mentre si continuerà a combattere l’inquinamento.

Infine una promessa: «Permetteremo alle imprese straniere di partecipare nei progetti tecnologici e scientifici nazionali», ha detto Keqiang.

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