Dove Investire Oggi: Conti Deposito e Mattone

Conti deposito e proprietà immobiliari. Per gli italiani sono queste le scelte migliori su dove investire oggi i propri risparmi, come emerge da una ricerca realizzata dal dipartimento di Consumer Economics ING di Londra.

Lo studio, che ING ha portato avanti nei Paesi in cui è presente (tra cui l’Italia), ha riguardato un campione di 15mila consumatori. Cosa hanno risposto gli intervistati?

Dove investire oggi: boom dei conti deposito

Il 60% degli italiani intervistati ha dichiarato di avere denaro investito in conti deposito, mentre il 30% ha affermato di possedere immobili diversi dalla prima casa.

Seguono gli investimenti nei metalli preziosi (qui i nostri consigli su oro e diamanti), citati dal 25% del campione, mentre il 20% ha detto di avere denaro in quote di fondi comuni e obbligazioni.

Si investe meno in azioni, dal momento che solo il 15% le ha nel portafogli, e ancora meno negli investimenti alternativi, appena il 5%.

Investimenti sicuri: quale banca scegliere

Per quanto riguarda la scelta della banca a cui affidarsi, i fattori decisivi sono affidabilità e solidità, citati rispettivamente dal 73% e dal 70% delle persone intervistate.

Il 48% ha invece citato i costi e il 38% i tassi d’interesse offerti. Il 27% ha detto che l’accesso ai servizi digitali ha determinato la scelta dell’istituto.

Agli italiani è poi stato chiesto se le recenti crisi delle banche abbiano spinto a ricercare maggiori informazioni sulla patrimonializzazione del proprio istituto di credito.

Il 33% ha dichiarato di non essersi preoccupato di questo, mentre chi se n’è preoccupato ha affermato di aver cercato informazioni attraverso: media (28%), referenti della propria banca (17%) e altri soggetti come ad esempio la Banca d’Italia (16%).

«I risultati dell’indagine – spiega Paolo Pizzoli di ING Bank Italia – appaiono coerenti con l’evoluzione del quadro macroeconomico».

«L’economia italiana – continua l’esperto – sta registrando una timida ripresa, nella quale il miglioramento del quadro occupazionale ha indotto un’inversione di rotta del reddito disponibile delle famiglie».

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