Comprare Casa: Millennials tra Compravendita e Affitto

Comprare casa oggi non è mai facile, soprattutto se si è giovani e non si ha un impiego stabile.

Spesso si sente parlare dei cosiddetti millennials, cioè la generazione del nuovo millennio.

Dai recenti studi emerge che oggi, per questa categoria, comprare casa non è più una priorità. Vediamo perché.

Millennials e generazione y

I millennials – o generazione y – sono persone con la testa nella tecnologia e nel futuro, abituate a viaggiare e ad andare oltre i confini della geografia.

Purtroppo, trattasi anche della generazione che si è ritrovata con un tasso di disoccupazione giovanile molto alto, causato da una delle più importanti crisi economiche che ha vissuto il nostro Paese.

Questo ha richiesto un naturale allontanamento dall’idea del posto fisso e una maggiore mobilità sul territorio.

Con due conseguenze su tutte: l’uscita dalla famiglia di origine intorno ai 30 anni e un minore interesse per la casa di proprietà, a cui tra l’altro difficilmente avrebbero accesso.

Comprare casa: cosa scelgono i millennials?

Da un’ indagine Doxa risulta che i millennials escono di casa per lavoro o studio (32%) o per amore (30% per motivi di matrimonio).

Solo l’8% esce di casa per vivere da solo.

Secondo Tecnocasa, nella fascia d’età 18-34 anni, il 47,9% sceglie immobili in affitto e il 52,1% compra.

Nel comprare casa i ragazzi della generazione y sono spesso aiutati dai genitori.

Questi ultimi, quando possibile, a volte comprano loro stessi la casa di proprietà.

Il trilocale (49,9%) è la tipologia di casa più acquistata, seguita dal bilocale (22,4%). Gli acquirenti sono in prevalenza uomini (40%).

Il 67,7% degli acquirenti è rappresentato da famiglie, mentre il 32,3% è single.

Tra coloro che scelgono la locazione, il 45,2% lo fa per scelta abitativa, il 39% per motivi di lavoro e il 15,8% per studio.

In questo caso è il bilocale la tipologia di casa più affittata.

Il contratto di locazione predominante è quello a canone libero (50,6%), a seguire quello a carattere concordato (25,6%) e infine il transitorio (23,8% contro il 17,5% registrato a livello nazionale, a conferma della mobilità che caratterizza il target analizzato).

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