In esclusiva per HellasWeb.it l’intervista ad Emiliano Mascetti, direttore sportivo dell’Hellas Verona 1984/85, vincitore di quel famoso scudetto magico:
Ha giocato come centrocampista nel Verona per 6 stagioni dal 1967 al 1973, poi, dopo una parentesi di due stagioni al Torino, altre 5 stagioni con il Verona, fino al 1980, per un totale di 9 stagioni di cui 7 in serie A. Come mai quella parentesi a Torino e poi il ritorno?
Perché c’era stata la richiesta da parte del Toro. La società torinese aveva fatto bene anche l’anno precedente ed io avevo 30 anni e volevo provare una squadra che lottasse per un traguardo importante.
E’ vero che ha il record di presenze e reti in serie A con la maglia dell’Hellas Verona (232 presenze e 35 reti)?
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Tags: Emiliano Mascetti, Scudetto
“Il calcio è un gioco semplice, non sono necessarie astruserie come il pressing e la zona. L’importante è avere la fortuna di trovare gli uomini per metterli poi nei posti giusti” Osvaldo Bagnoli, allenatore silenzioso nato alla Bovisa.
Ora, dopo questa ennesima delusione, con tantissima amarezza, dobbiamo fare un bilancio, un analisi, la più veritiera ed onesta possibile.
Prima però dovremmo partire da un presupposto, da un concetto di cultura sportiva, che a mio parere ci manca. Il concetto è questo: Nel calcio, come nella vita del resto, non si può vincere tutti, vince solo uno, anzi nel calcio sono più le amarezze che le gioie; per noi del Verona Hellas questo concetto è ancora più duro da digerire perché noi abbiamo vinto, noi abbiamo gustato il dolce sapore del primo posto e delle vittorie, c’è poco da fare. Più sali, più male ti fai cadendo, questa è l’amara verità.
Scrivo mentre ascolto Bonato che se ne va. Non lo giudico per l’anno in corso, valuto la sua disamina finale:
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Tags: 2009/10
“Il calcio è un gioco semplice, non sono necessarie astruserie come il pressing e la zona. L’importante è avere la fortuna di trovare gli uomini per metterli poi nei posti giusti” Osvaldo Bagnoli, allenatore silenzioso nato alla Bovisa.
I gesti erano semplici e naturali. Il viso dell’uomo, modellato dal sole e la sua capigliatura canuta non lasciavano dubbi sulla dimestichezza dei movimenti. Il sughero uscì dalla sede con il caratteristico suono e con mano sicura la bottiglia fu svuotata nei calici. La vampata di alcool arrivò alle narici, intensa pungente, poi si ritirò lasciando il campo ad un dolcissimo profumo di prugna, poi di frutta di bosco infine di marasca; re Amarone era entrato a corte.
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Tags: 2009/10
“Il calcio è un gioco semplice, non sono necessarie astruserie come il pressing e la zona. L’importante è avere la fortuna di trovare gli uomini per metterli poi nei posti giusti” Osvaldo Bagnoli, allenatore silenzioso nato alla Bovisa.
Il calcio è sport mondiale ma viene vissuto in maniera diversa a seconda del paese in cui si gioca. In Inghilterra la gente vuole il calcio rapido, veloce, leale, e le squadre di club si adeguano. In Spagna si cerca sempre la giocata, la tecnica, la palla che gira in difesa con passaggi veloci. In Germania si ama la forza, la determinazione, il vigore. In Italia tutte queste cose si apprezzano, si sottolineano, ma sono incidentali, acessorie, se mancano, succede nulla. Cosa è quindi che vogliamo noi?
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Tags: 2009/10, Giovanni Vavassori
“Il calcio è un gioco semplice, non sono necessarie astruserie come il pressing e la zona. L’importante è avere la fortuna di trovare gli uomini per metterli poi nei posti giusti” Osvaldo Bagnoli, allenatore silenzioso nato alla Bovisa.
Catone il Censore era solito terminare così i suoi discorsi, la città di riferimento era in realtà un’altra, Cartagine, che fu definitivamente distrutta alla fine della terza guerra punica. I classici e gli storici storceranno un po’ il naso ma il paragone con il nostro Hellas Verona calza a pennello. La missione Rimini è iniziata nel migliore dei modi, insperabile solo due settimane fa, all’insediamento di Giovanni Vavassori. Devo dire che delle tre partite finora giocate con i romagnoli, quella di domenica è stata sicuramente la meno ben giocata; se nelle prime due meritavamo almeno quattro punti e abbiamo raccolto
zero, nell’ultima abbiamo fatto il minimo indispensabile portandoci a casa l’intera posta.
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Tags: 2009/10




