“Mr Malesani, quando ha cominciato ad allenare, lei era impiegato alla Canon: a quel tempo pensava di potersi dedicare interamente a questa attività o la giudicava un passatempo?”
“All’inizio allenare era per me una passione, poi cammin facendo è diventata una professione”.
“A quale allenatore si è ispirato all’inizio della sua carriera?”
“Mi piaceva molto il gioco fatto dall’Ajax di Cruif e dal Milan di Sacchi, squadra di cui sono un gran tifoso, come del Verona”.
“C’è un giocatore che considera una sua scoperta?”
“Credo di aver aiutato diversi giocatori a realizzarsi. I calciatori sono come gli artisti: hanno nel loro DNA l’essere giocatori e ritengo che per questa ragione gli allenatori non devono vantarsi di averli scoperti, ma possono affermare di averli aiutati a crescere con i loro insegnamenti”.
“Nel Verona ha fatto esordire diversi giovani in prima squadra…E qualcuno sta facendo strada… Pensa quindi di non aver avuto alcun merito?”
“Con me durante il mio secondo anno all’Hellas, hanno esordito i vari Dossena, Pisanu, Pegolo e Cossu. Se si sono affermati il merito è il loro per il concetto che prima ho esposto. Se io davvero ho un merito potrebbe essere quello di aver dato loro fiducia”.
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