“Viste le tue origine marinare (Nico è nato a Rimini nel 1984), hai mai pensato di praticare uno sport differente dal calcio, magari legato all’acqua?”
“No, ho sempre desiderato giocare al calcio e ho iniziato a praticarlo all’età di 6 anni”.
“Ripercorri la tua carriera…”
“Dai 6 ai 10 anni ho militato nel Miramare, squadra della mia città natale. Dai 10 ai 20 anni, ho giocato nel Cesena, compagine con la quale ho fatto tutto il settore giovanile fino a debuttare in prima squadra nel campionato di C1, anno della promozione (con Castori allenatore), collezionando 3 presenze. Alla fine di quella stagione, nel 2004, mi sono trasferito nel Castelnuovo, team di C2 ed è stato un’esperienza importante sia perchè si trattava della prima volta che mi trovavo fuori casa, sia perchè mi ha formato come calciatore dandomi la possibilità di misurarmi con il calcio professionistico. A Castelnuovo ho totalizzato 30 presenze condite da 5 reti”.
“A Castelnuovo eri sopranominato Marzurka, ci riveli il significato di questo nomignolo?”
“Si tratta di un sopranome datomi dal giornalista del Castelnuovo Luca Dini perchè a detta sua gli davo la sensazione di danzare con la palla”.
Finita la stagione con i toscani, sono passato all’Hellas. In quell’estate, sono stato impegnato con la nazionale ai giochi del Mediterraneo. Lì, ho conosciuto Iunco, mio futuro compagno all’Hellas e purtroppo in semifinale siamo stati eliminati dalla Spagna…partita sospesa perchè siamo stati espulsi in 6 (io per doppia ammonizione) e alla fine del match è scoppiata una grande rissa fra i giocatori”.
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1986/87:
Il Verona viene rinnovato e con gli innesti di Paolo Rossi, Pacione, De Agostini e Galia riesce a tornare in auge conquistando il 4° posto con 36 punti e si torna in Europa.
Ecco uno di quei protagonisti il centravanti Marco Pacione.
“Sei stato un giocatore dell’Hellas Verona, ci racconteresti la tua esperienza in gialloblu?”
“E’ stata una bellissima esperienza, perché ho avuto la fortuna di giocare con dei giocatori ‘fantastici’ sia sotto l’aspetto tecnico che per quanto riguarda l’aspetto umano.
Il ricordo va soprattutto alla prima stagione che ho fatto a Verona, quando abbiamo raggiunto il quarto posto, qualificandoci per la Coppa Uefa, e all’anno successivo, quando siamo arrivati ai quarti di finale sempre di Coppa Uefa con il Werder Brema. sui bei ricordi che ho di Verona, aggiungo la figura di Osvaldo Bagnoli, che per me è stato un grande allenatore e soprattutto un grande uomo. Mi ha dato moltissimo”.
Tags: 1986/87, 1987/88, 1988/89, archivio, Marco Pacione
Gianluca è nato a Bassano del Grappa il 25 marzo 1981.
“Fare il portiere è stata una necessità oppure l’hai fatto fin da quando tiravi i primi calci ad un pallone?”
“Ho cominciato come mezzala destra; a undici anni giocavo nel Dueville: non mi piaceva correre e visto che da piccolo ero pazzarello e mi buttavo perfino dagli armadi, mio padre suggerì al mio allenatore di provarmi in porta e da lì è cominciato tutto”.
“A quale portiere ti sei ispirato?”
“A nessuno. Mi piace molto Peruzzi per la sua esplosività”.
“Ti piacerebbe realizzare una rete ed entrare così di diritto nella storia dei portieri goleador?”
“Mi piacerebbe molto fare gol ed in questi anni in certe partite nelle quali perdevamo, all’ultimo minuto ho provato ad andare nell’area avversaria”.
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