Nel 1970, mentre l’Italia del calcio stava per disputare il mondiale in Messico perso alla fine contro il fortissimo Brasile, a Milano, il 28 aprile, nasceva Michele Cossato di professione calciatore.
Prima di approdare all’Hellas, ha militato nel Chievo nel quale gioca ancora oggi suo fratello Federico, nel Venezia dove nel campionato 1997/98 ha realizzato 11 reti (sua migliore stagione dal punto di vista realizzativo) che non gli valsero però la riconferma per l’anno successivo che disputò nell’Atalanta.
Oggi gioca in eccellenza con la maglia del Domegliara, squadra del veronese. Da noi tifosi dell’Hellas viene ricordato per la rete che ha realizzato nello spareggio di Reggio Calabria che ci ha permesso di restare in serie A.
“Super Mike raccontaci quel momento indimenticabile sia per noi che per te”.
“A giugno saranno sei anni da quella partita e la gente ancora oggi, mi ferma per strada ringraziandomi di cuore perchè con quel gol ho dato una gioia incredibile ai tifosi dell’Hellas tanto da essere definito da loro l’eroe di Reggio Calabria.
Non pensavo di suscitare così tanto clamore: ero consapevole di aver fatto una cosa importante, ma io che sono di Verona vengo ancora riempito di domande dalla gente e dalle radio su quel giorno indimenticabile. Forse è dovuto al fatto che è stata l’ultima grande soddisfazione che i tifosi hanno avuto dalla squadra. La mia foto a Verona con immortalata l’immagine del gol salvezza è una delle più vendute: si vede io che segno e Gilardino che alza un dito per fare silenzio. Ci hanno fatto le magliette con scritto: “24 giugno 2001, silenzio segna l’Hellas”.
Tags: 2000/01, 2001/02, 2002/03, archivio, Michele Cossato
Andrea Bruniera è nato a Treviso nel 1964.
Attualmente è l’allenatore della primavera dell’Hellas Verona.
Prima di questo incarico, ha guidato la Fermana, la Biagio Nazzaro (squadra di Chiaravalle, paese di 15 mila abitanti in provincia di Ancona) e il Gualdo.
Da giocatore ha militato per parecchi anni nell’Ancona giocando anche in serie A come libero, oggi definito difensore centrale centrale.
Per i curiosi, ecco la rosa di quell’Ancona da serie A:
- Stagione 1992/93
Allenatore Vincenzo Guerini.
Rosa: Agostini, Bruniera, Caccia, Centofanti, Deogratias Detari, Ermini, Fontana, Gadda, Glonek, Lorenzini, Lupo, Mazzarano, Micillo, Nista, Pecoraro, Sogliano, Vecchiola, Zarate.
Tra le sue attività svolte, vi è anche quella di opinionista per un’emittente radiofonica locale marchigiana, nella quale ha commentato con passione e competenza le gare dell’Ancona calcio.
Bando alle ciance, iniziamo la chiacchierata..
“Che opinione ti sei fatto degli episodi accaduti a Catania e quali pensi possano essere i rimedi?”
“Lo stadio da molti è visto come un tempio dove si può commettere di tutto e avvengono spesso eventi che hanno poco a che fare con il calcio; non penso chiudere gli stadi per mesi serva a diminuire certi tipi di violenze che, anzi, troverebbero il modo di sfociare in altri ambiti”.
In Germania e in Inghilterra la violenza negli stadi era equiparata alla nostra e l’hanno risolta rendendo i campi sicuri.
In Italia c’è molta strumentalizzazione di certi episodi, bisogna migliorare i comportamenti dei protagonisti in campo per non inasprire gli animi anche se il portare spranghe o coltelli alla partita non è da imputare al calcio e mi auguro un giorno di poter portare in tranquillità i bambini allo stadio”.
Tags: 2006/07, Andrea Bruniera, archivio
Marco Ferrante da Velletri, classe 1971, è il nuovo attaccante dell’Hellas e ha bagnato con un goal il suo debutto con la nostra maglia.
“Ci descrivi la tua rete che ha permesso al Verona di vincere a Bari?”
“C’è stata una palla filtrante di Da Silva, mi sono trovato a tu per tu col portiere che mi ha lasciato il primo palo e ho fatto un gol importante, pesante”.
“Che tipo di contratto hai firmato col Verona e cosa farai da grande visto che non sei più un ragazzino?
“Un anno e mezzo e rimango solo se ci salviamo. Mi sento che sto bene e che posso dare tanto ancora al calcio. Finito di giocare, la mia volontà è di restare in questo ambito come allenatore o visionatore perché il calcio è il mio pane”.
“Quali sono stati i momenti migliore e peggiore della tua carriera calcistica?”
“Sono dell’avviso che ognuno ha ciò che si merita per quanto creato:
mi reputo un calciatore fortunato e sono riuscito a sfruttare al meglio le occasioni che mi sono capitate. Il momento più felice è stato al Torino quando dopo aver segnato 27 reti (nel campionato di serie B 1998/99), mi sono ripetuto l’anno seguente in serie A dove sono stato il capocannoniere italiano con 18 reti. Mentre il momento peggiore è stato sempre con la maglia del Toro quando abbiamo perso lo spareggio di Reggio Emilia per andare in serie A, campionato 97-98, contro il Perugia ai rigori dopo un’annata da parte nostra strepitosa.
L’esperienza con l’Inter è stata una sensazione grandissima, grande squadra, si sente qualcosa di importante anche se ci sono stato per 6 mesi e mi sono confrontato con giocatori di alto calibro come Vieri, Ronaldo, Recoba e Hakan Sucur, dando il mio contributo senza sfigurare”.
Tags: 2007/08, archivio, Marco Ferrante


