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microfonoSILVANO FONTOLAN è nato a Garbagnate Milanese (MI) il 24 febbraio 1955.
Un giocatore che alle parole ha sempre preferito i fatti. Ne sapevano qualcosa i centravanti delle squadre avversarie che si trovavano sulla sua strada. Implacabile nel gioco aereo e sbrigativo sui palloni “bassi” Silvano Fontolan difficilmente ha sbagliato partita durante il campionato 1984/85, risultando alla fine uno degli stopper migliori.
Se avesse avuto qualche anno di meno l’allora commissario tecnico della nazionale Bearzot avrebbe sicuramente puntato su di lui per rafforzare il pacchetto difensivo azzurro.

 

Pratico ed essenziale. Così era Silvano Fontolan. Allo spettacolo concedeva poco o niente: niente dribbling in area prima di liberare il pericolo, niente proiezioni offensive scriteriate (fatta eccezione sui calci d’angolo), mai un attimo di deconcentrazione.
Sempre attento e sempre pronto a seguire alla lettera i comandi di capitan Tricella, con quest’ultimo formava una coppia centrale come poche altre. Il gioco aereo era il suo forte e si esaltava con avversari del calibro e della statura di Hatley, Altobelli, Pruzzo e Serena. Soffriva un pò quando aveva a che fare con centravanti agili e rapidi ma in questi casi si arrangiava con l’esperienza e con le “buone” maniere.
L’anno dello scudetto ebbe anche la soddisfazione di segnare un gol e 1/2 (entrambi alla Fiorentina) che, per un difensore che superava la metà campo rarissimamente, non è niente male.
Curiosità: aveva promesso che se il Verona avesse vinto lo scudetto si sarebbe tagliato i suoi “preziosissimi” baffi.
Fortunatamente la mantenne!


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microfonoGraziano Battistini è nato a Monza nel 1970.
Come calciatore nel ruolo di portiere, ha militato in diverse squadre fra le quali l’Udinese, l’Hellas dal 97 al 2000 e il Bari.

 

“Che cosa fai adesso?”
“Ho incominciato a collaborare con il mio procuratore Federico Pastorello e a fine marzo darò l’esame da procuratore per essere riconosciuto a tutti gli effetti come tale.
Ho appeso le scarpe al chiodo e ho intrapreso questa nuova avventura, sperando di raccogliere qualche soddisfazione come ho avuto modo di avere da calciatore. Federico Pastorello è stato mio procuratore da quando sono andato via dal Verona, mi sono trovato benissimo con lui, mi ha fatto questa proposta e ho accettato”.

 
“Quando hai deciso di lasciare il calcio giocato?”
“L’estate scorsa, dopo la triste esperienza di Casale Monferrato dove oltre ad essere retrocessi dalla c2 al campionato di serie D, ho trovato una piazza allo sbaraglio con molti problemi. Ero arrivato ad ottobre e la squadra era ultima e abbiamo concluso la stagione ultimissimi.
Ho smesso perchè arrivati ad una certa età ci si scontra con la legge del mercato: il mercato ti può offrire poche soluzioni indipendentemente dalla categoria e si fatica a trovare situazioni serie e quindi ho accolto con entusiasmo questa nuova opportunità”.

 
“Qual è stata la piazza dove ti sei trovato meglio?”
“Professionalmente dico Udine, forse perchè ero giovane ed una promessa; ma la squadra che mi è entrata nel cuore è l’Hellas: ho giocato tre anni a Verona, c’è stata la promozione in serie A e l’anno successivo 1999/00 ci siamo salvati alla grande – Ndr: il Verona in serie A si è piazzato al nono posto) – Inoltre, quando giochi in quello stadio, il Bentegodi, e con quei tifosi, è difficile che dopo te li dimentichi. A livello di affezione l’Hellas mi è rimasta nel cuore”.
Graziano si è fermato a vivere con la moglie e i tre figli proprio a Verona.


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